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13 marzo 2012

Udine: Carta europea delle lingue regionali o minoritarie

Il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, saluta con soddisfazione l’avvenuta ratifica da parte dell’Italia – con delibera del 9 marzo del Consiglio dei ministri – della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”. La ratifica della Carta rappresenta il formale recepimento della stessa, dal momento che l’Italia è intervenuta in materia già nel 1999 con specifica legge 482, che riconosce 12 lingue regionali o minoritarie per il nostro Paese: albanese, catalano, germanico, greco, sloveno, croato, francese, franco-provenzale, friulano, ladino, occitano e sardo.

«È una notizia molto positiva – commenta Compagno –: si tratta di un atto che recepisce un impegno assunto dallo Stato formalmente già nel 1992 e che trova, ora, giusto coronamento. L’importanza che le Istituzioni europee attribuiscono alla promozione delle lingue regionali e minoritarie ci conferma nella bontà delle scelte strategiche compiute dall’Università del Friuli. Sono scelte che vedono nella valorizzazione della lingua e della cultura friulana, ma anche di quella slovena e di quella germanica proprie del nostro territorio regionale, elementi fondamentali e qualificanti dell’azione del nostro Ateneo».

Da parte del rettore, inoltre, l’augurio «che il nuovo clima di favore sulla questione preluda a un innalzamento dei livelli di tutela e, parallelamente, alla destinazione di risorse in grado di sostenere progetti e iniziative valide che consentono di preservare il patrimonio linguistico e dunque storico e culturale dei territori».

La “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie” è stata adottata come convenzione dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 25 giugno del 1992 ed è stata firmato a Strasburgo il 5 novembre dello stesso anno da tutti gli Stati membri. Attraverso questo trattato, entrato in vigore il primo marzo 1998, i Paesi dell’Unione Europea si impegnano a tutelare e promuovere le lingue minoritarie e regionali riconosciute, per le quali viene, così, prevista la possibilità di insegnamento nelle scuole, utilizzo nelle circoscrizioni giudiziarie, diffusione attraverso programmi culturali e mezzi di comunicazione. Con il recepimento da parte dell’Italia, la Carta risulta dunque, a oggi, ratificata da parte di 25 dei 33 Stati europei firmatari.

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