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30 aprile 2012

Caos Unisa: la vita di Medicina e Chirurgia appesa ad una “ratifica”

Ratifica sì, ratifica no. Ratifica fantasma!

Ancora una fumata nera dal Ministero della Salute e dell’Economia sull’ormai (tristemente) nota questione della ratifica necessaria a garantire la regolarità (e quindi il futuro) della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno .

Stavolta c’avevamo creduto sul serio. Mancava tanto così e avremmo scritto la parola fine a uno dei tira e molla più estenuanti della storia recente dell’ateneo campano. Ma come spesso accade, non fai in tempo a farci la bocca, che subito le stelle ritornano stalle e i sogni di gloria si spengono come candele sotto il soffio gelido della cruda realtà.

Caldoro fa spallucce. Con Pasquino che un po’ sbrocca e un po’ stempera.

“Questa della ratifica è una grande stronzata”, ha subito sentenziato il Magnifico, salvo poi correggere il tiro “Come facoltà di Medicina abbiamo tutti i numeri a posto, il problema burocratico-formale è un altro aspetto e posso garantire che con i nostri studenti non c’entra nulla. Loro si laureeranno con la scritta ‘Università di Salerno’ sulla pergamena, statene pur certi”.

Sarà. Ma intanto il problema è ancora lì, granitico ed irriducibile come prima. Più di prima.

Fiato sospeso, ma per quanto ancora?

Per ora, infatti, l’unica cosa certa è che il Ruggi non è ancora formalmente azienda universitaria. Colpa di un iter ministeriale che sembra essersi infilato in un buco nero più che nel classico vicolo cieco della burocrazia made in Italy.

L’amarezza è tanta. La tensione troppa.

“La facoltà di Medicina dell’Università di Salerno – insiste il Rettore – lo è a pieno titolo in base al decreto del 25 ottobre 2005. Abbiamo abbondantemente superato tutti i requisiti per costruire una facoltà con i numeri a posto. Abbiamo circa settanta professori incardinati e tutti dicono un gran bene dei nostri ragazzi”.

Un film già visto, ma che ancora riesce a deprimerci come la prima volta.

Pasquino, anche stavolta, scaglia la pietra contro i Ministeri della Salute e dell’Economia, che “dovevano prendere atto del decreto regionale e firmare. Ma hanno chiesto prima dei chiarimenti ai quali la Regione ha risposto. Successivamente il ministero ha riformulato questa richiesta di chiarimenti”.

Con l’alibi che, tanto per cambiare, andrebbe ricercato nello stato notoriamente comatoso della sanità campana, ancora irrimediabilmente retrograda e clientelare.

Per quanto anche la posizione del Rettore, in tutta franchezza, appaia ben lontana dalla limpidezza assoluta. E non sono pochi quelli che cominciano ad ipotizzano una “sinistra convergenza politica” all’origine di quest’increscioso “ritardo” (se così lo vogliamo chiamare).

Ad esprimere solidarietà al Rettore, ci pensa però il primo cittadino di Salerno, dottor Vincenzo De Luca, che, dalla sua affezionatissima tribuna televisiva, butta la croce sulla Regione Campania, chiamando alla sbarra (fatalità?) il suo arcinemico, il Presidentissimo Stefano Caldoro (altro bell’arnese), colpevole, a suo dire, di aver “inspiegabilmente”sollevato dall’incarico il commissario (quello responsabile del procedimento amministrativo di ratifica) che in un primo momento lui stesso aveva così fortemente voluto (confermando di fatto la scelta del suo predecessore, l’ ”irreprensibile” Antonio Bassolino).

Ci sarebbe, quindi, una poltrona vacante all’origine del nostro affaire.  “Una vergogna – attacca De Luca – ma intanto gli amici di questa Regione non dicono niente. A mio avviso ci sono gli estremi per denunciare il Presidente Caldoro per omissione di atti di ufficio. Sento parlare di direttori amministrativi e sanitari che starebbero male persino in un pezzo di cabaret. Se arrivano i personaggi di cui si sente parlare verrà la fine del Mondo”.

Insomma, tante chiacchiere ma nessuna risposta degna di questo nome.

Pasquino, De Luca, Caldoro. Conoscete il detto (tutto partenopeo): ” Mentre ‘o miereco sturéa, ‘o malato more?

Ebbene. Fatevela la domanda. Non è che “mentre ‘o politico sturea, o’ miereco muore”?

Questi ragazzi sono ancora là fuori che aspettano. La finiamo di prenderci per il culo? Grazie.

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