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22 aprile 2012

Crowdsourcing: il lavoro ai tempi di internet

Il termine crowdsourcing nasce dalla fusione di crowd che significa “gente comune, folla” e outsourcing che significa “esternalizzare le proprie attività, affidare mansioni all’esterno”.

Il crowdsourcing è una nuova modalità di fare business per le aziende, consiste nel trovare collaboratori in tutto il mondo attraverso la rete, alcuni pagati, altri in forma gratuita.

Attualmente per alcuni, nel futuro per molti, offrirà l’opportunità di guadagnare soldi via web facendo dei piccoli lavoretti ma in quantità, task (compiti) facilmente gestibili anche da soggetti non specializzati. In sostanza si tratta di mansioni comodamente svolgibili dalle proprie poltrone.

Il primo esempio di crowdsourcing volontario (non pagato) è Wikipedia, un’enciclopedia multimediale nata attraverso la condivisione di informazioni da parte di una comunità virtuale.

L’interesse delle aziende è quello di usufruire delle capacità e conoscenze offerte dagli utenti della rete, i quali vengono selezionati attraverso dei contest, competizioni online tra i vari freelance per ottenere il “posto di lavoro”, o meglio un ruolo nella catena di montaggio per la realizzazione di un servizio o di un prodotto.

Questo nuovo modo di concepire il lavoro ha generato critiche e preoccupazioni, per alcuni il crowdsourcing è stato riferito allo sfruttamento della collaborazione di massa, altri come Charles Mackay hanno messo in dubbio che il potere della folle sia superiore al potere degli esperti, sostenendo che in realtà si rischia di andare incontro ad inesattezze sul lavoro svolto.
Concludiamo con la citazione dell’ottimista James Surowiecki nel suo libro La saggezza della folla: Gli esseri umani non sono fatti per prendere decisioni perfette. Di solito siamo meno informati di quanto vorremmo, non siamo molto bravi a prevedere il futuro, e in genere lasciamo che le emozioni influenzino il nostro giudizio. Ma nonostante tutti questi difetti, quando le nostre capacità di giudizio imperfette si aggregano nel modo giusto la nostra intelligenza collettiva può essere eccezionale.”

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