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20 aprile 2012

I luoghi di Enea: un viaggio nella geografia mitologica

I luoghi di Enea
I luoghi di Enea

I luoghi di Enea

Da venerdì 20 aprile al 4 maggio è possibile è possibile visitare la mostra fotografica i luoghi di Enea, patrocinata dalla Provincia di Roma, Polo Museale Sapienza, e in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Organizzata e realizzata da Xilema.

Il museo dell’Arte classica della Sapienza ospita un viaggio nella geografia mitologica legata all’arrivo ed al passaggio dell’eroe troiano nel Lazio antico.

Lavinio, Ardea, Nettuno, Anzio sono i luoghi di questo approdo ripercorsi nel lavoro del dipartimento di Scienze dell’antichità per la loro importanza mitologica, storica, archeologica e filologica.

L’evento i luoghi di Enea di taglio scentifico e divulgativo vuole proporre le novità della ricerca scientifica e le opportunità di sviluppo del litorale laziale dal punto di vista turistico.

La presentazione è avvenuta venerdì 20 aprile alle ore 11:00. Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica. Sono intervenuti il vicepreside della Facoltà di Lettere, Filosofia, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, Nicolai, che nella presentazione ha reso noto il suo entusiasmo per la collaborazione tra istituzioni diverse, anche all’ interno dell’ Università stessa.

Il paleontologo Ruggero Matteucci, il quale ha discusso sull’ importanza dell’ iniziativa, in quanto auspica ad un cambiamento nel ruolo del “museo” da passivo ad attivo, il museo deve essere un qualcosa che può dare, un museo deve essere dinamico, una fonte per la ricerca e gli studi. Ha inoltre parlato di una differenza sostanziale tra i musei universitari e non, in quanto i musei universitari rappresentano le fasi e i risultati della Ricerca.

Maria Fenelli ha evidenziato, nell’iniziativa i luoghi di Enea, lo scopo di portare alla luce e di rendere noto a studenti e non, l’ importanza della conoscenza. Ella che come Epitteto, da lei citato, sulla conoscenza punta tutto, dato che come ella stessa afferma:conoscere le proprie radici significa, non solo essere liberi, ma assumersi la responsabilità e la volontà di tutelare, senza deturpare, i luoghi delle nostre radici, sviluppando il turismo e una forma di “ambientalismo culturale. E ciò può avvenire con una collaborazione tra i vari enti e con un maggiore impegno delle scuole primarie a portare i ragazzi, fin dalle più tenere età, a toccare con mano la propria storia”.

Tra gli organizzatori e realizzatori dell’ evento è intervenuto il docente universitario di napoli Giorgio Troisi, egli ha spiegato che l’ evento si inserisce in progetto più ampio e che la mostra alla quale possiamo assistere si trasferirà anche nella provincia di Roma: Nettuno, Lavinio…

Ha inoltre spiegato che il “mito di Enea” è un discorso legato al turismo, per incentivare le persone ad andare a vedere questi siti culturali. Ha parlato di un’ intento scientifico, culturale, didattico e promozionale della mostra per questi luoghi che vengono studiati ma poco visitati.

Un’ intento che si lega alla promozione del turismo e della collaborazione tra diverse discipline nella ricerca e nello studio.

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