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23 aprile 2012

Il fallimento degli educatori: il bullismo

Quanta forza occorre per restare in silenzio? Le vittime di bullismo lo sanno bene.

Aumentano in Italia i casi di violenza nelle scuole. Ci si dovrebbe davvero chiedere se viviamo in una società civile. È impensabile che i templi dell’educazione e della formazione possano essere arene di combattimento.

Vittime del bullismo sono giovani ragazzi per bene, spesso timidi e impacciati o troppo educati per difendersi dalle calunnie, dalle minacce, dalle violenze, dagli insulti continui. Sono ragazzi che spesso non hanno la forza di reagire, che scelgono il silenzio alla denuncia, accumulando dolore e un forte senso di impotenza che porta in molti casi al suicidio.

Sempre più studenti, infatti, si tolgono la vita per porre fine alle proprie sofferenze, ormai stufi di subire, imprigionati in una situazione che credono di non poter risolvere, una condizione all’apparenza insuperabile che va oltre le loro forze.

In una società fatta di genitori assenti, distratti, sordi e di insegnanti disinnamorati della loro professione, il bullismo rappresenta il fallimento completo degli educatori.

Ci si occupa sempre meno dei giovani, del loro mondo, dei loro problemi. Gli adulti si limitano a parlarne perché non sanno più ascoltare né comprendere, troppe volte giudicano senza nemmeno cercare di capire. Non sanno dare l’esempio, non sono più modelli sani da imitare.

Bisognerebbe restaurare le relazioni tra gli adulti e i giovani, ridare importanza ai valori e ai sentimenti autentici, ma soprattutto partire dall’integrazione tra i ragazzi nelle scuole. A scuola gli studenti dovrebbero imparare a convivere civilmente, accettando le diversità gli uni degli altri e scoprendo che non esiste nulla di più straordinario del viaggio infinito che porta alla conoscenza di un’altra persona.

Il mondo intero avrebbe bisogno di rieducarsi.

John Lennon, infatti, ha detto: “Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole”.

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