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23 aprile 2012

Inaugurata la biblioteca Mario Sbriccoli

Grazie alla Fondazione Carima, l’Ateneo acquisisce lo straordinario patrimonio di testi giuridici del celebre studioso

La ricchissima biblioteca privata di Mario Sbriccoli, studioso di fama internazionale e autorevole docente dell’Università di Macerata, scomparso nel 2005, ha trovato collocazione nella biblioteca dell’Istituto di studi storici dell’Ateneo grazie al contributo della Fondazione Carima. Oggi pomeriggio si è svolta l’inaugurazione ufficiale del Fondo Sbriccoli. Per l’occasione, dopo i saluti della direttrice della biblioteca Angiola Maria Napolioni, del rettore Luigi Lacchè, del presidente della Fondazione Carima Franco Gazzani e del direttore dell’Istituto Massimo Meccarelli, sono intervenuti Rosa Marisa Borraccini, prorettore dell’Ateneo e docente di bibliografia e biblioteconomia, che ha effettuato la valutazione e la perizia del Fondo, e Michel Porret, professore di storia moderna all’Università di Ginevra. Le conclusioni sono state svolte dal giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi, professore emerito dell’Università di Firenze, dal 1964 al 1966 preside della Facoltà di Giurisprudenza di Macerata, dove ha insegnato proprio a Mario Sbriccoli.

In considerazione del particolare legame tra il professor Sbriccoli e l’Università di Macerata, del cui corpo accademico il professore è stato illustre membro, e al fine di onorarne la memoria, nel 2007 gli eredi del docente hanno offerto all’Ateneo l’acquisto di questo patrimonio librario, dicendosi “disponibili a concordare qualsiasi termine e modalità di trasferimento”. La Fondazione Carima è stata il principale finanziatore e fin dall’inizio ha considerato questa acquisizione un “progetto proprio” da realizzare in collaborazione con l’Ateneo.

Il fondo Sbriccoli si unisce alla Biblioteca Barnave, attinente la storia costituzionale francese del periodo pre-rivoluzionario, e alla biblioteca dell?Istituto e al Fondo Marsili Feliciati con volumi del ?600, creando un polo da 50 mila volumi che in Italia e all?estero non ha molti uguali. L?acquisto non sarebbe mai stato possibile senza l?impegno dell?allora rettore Roberto Sani, che ne ha compreso il valore veramente unico ed è riuscito a portare dalla sua parte la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, che, grazie al suo presidente Franco Gazzani, ha sostenuto questa iniziativa.

La biblioteca raccoglie uno straordinario patrimonio di testi giuridici dal primo Cinquecento a tutto il Novecento. Si tratta di una biblioteca che il professor Sbriccoli ha costruito attorno ai propri principali interessi di studioso, facendone ? per opinione diffusa nel mondo degli storici del diritto in Italia e all’estero ? la più importante biblioteca privata al mondo nei settori della storia del diritto penale, della giustizia e dalla criminalità. E’, dunque, una biblioteca fortemente specializzata, che renderà l’Ateneo maceratese un polo scientifico di primissimo piano in questi settori. La collezione è composta da circa novemila volumi, raccoglie un fondo antico di circa 600 pezzi dal XVI al XVIII secolo, molti dei quali rari, più di duemila pezzi del XIX secolo, oltre 1.200 della prima metà del Novecento, ulteriori 5.200 volumi successivi al 1950 oltre all’archivio scientifico privato del professor Sbriccoli, costituito da decine di faldoni.

Mario Sbriccoli, una vita per la scienza e l’Università
Mario Sbriccoli, giurista formatosi, nei primi anni ?60, nell?Ateneo maceratese sotto la guida del professor Paolo Grossi, ha professato nella Facoltà di Giurisprudenza, per trentacinque anni, gli insegnamenti di storia del diritto. Qui ha contribuito a formare intere generazioni di giuristi e ha dato vita ad una Scuola capace di affermarsi a livello nazionale come una delle più significative per originalità dei risultati scientifici. Preside, per due mandati, della Facoltà di Giurisprudenza, Mario Sbriccoli è stato il Decano dell?Ateneo, docente assai apprezzato dagli studenti e universalmente stimato dai colleghi. E? stato un maestro nel campo della storia del diritto grazie a opere fondamentali: da L?interpretazione dello Statuto (1969) alle monografie sul reato politico in età moderna e contemporanea (1974-75) sino agli studi dell?ultimo ventennio dedicati alla storia del diritto penale, della giustizia e dei fenomeni criminali, lungo un arco temporale che corre dal medioevo al contemporaneo.

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