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29 aprile 2012

India: ritorno obbligatorio per i cervelli in fuga

La scorsa settimana, il governo di Nuova Delhi ha annunciato nuove misure estreme nel tentativo di arrestare la continua fuga di cervelli indiani verso gli Usa: in particolare, gli studenti di medicina che lascieranno l’India per proseguire i loro studi negli Stati Uniti dovranno firmare un impegno scritto a ritornare a casa, una volta conclusi gli studi. La nuova misura, dunque, impegnerà legalmente gli studenti indiani nei confronti del loro governo, che potrà impedire loro l’autorizzazione ad esercitare in America.

La fuga degli studenti indiani – ha affermato Ghulam Nabi Azad, ministro della Salute – ha assunto dimensioni preoccupanti: in poco più di tre anni, circa 3000 studenti hanno deciso di specializzarsi all’estero e non sono più tornati”. Per studiare medicina negli Usa, dunque, sarà necessario ottenere un No Objection Certificate, rilasciato dal governo indiano a fronte dell’impegno di ritornare ad esercitare in patria. “Se uno studente non adempirà il suo obbligo – ha continuato Nabi Azad – il ministero informerà le autorità americane che negheranno il permesso di esercitare la professione medica negli Usa”.

La nuova misura del governo di Nuova Delhi, tuttavia, ha sollevato numerose critiche da parte della comunità medica indiana: in molti, infatti, hanno sostenuto che la fuga dei cervelli continuerà inevitabilmente, diretta magari verso altri paesi che non richiedono particolari autorizzazioni dal governo indiano. Allo stesso tempo, però, gli stessi critici riconoscono che l’India ha un bisogno immediato di personale medico specializzato: secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, in India il rapporto tra medico e pazienti è 1:1700, laddove negli Usa è di un dottore per 350 pazienti.

Obbligare gli studenti a ritornare ad esercitare in patria, secondo molti esperti, non sembra la scelta più saggia. Chi va all’estero confida in un lavoro migliore, possibilità di carriera e salari più alti: per evitare la fuga dei cervelli ed assicurarsi un numero sufficiente di specialisti, il governo indiano dovrebbe investire nelle infrastrutture mediche e scientifiche e garantire salari migliori ai propri dottori.

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