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28 aprile 2012

La mobilità sostenibile a misura di bici coinvolge UniFoggia

Parlare di mobilità sostenibile senza considerarla una inafferrabile utopia, oggi è meno difficile di un tempo grazie a una semplicissima ma rivoluzionaria iniziativa che coinvolge 1600 studenti universitari in tutta la Puglia.

“Adotta una bici – Cicloattivi Università” è un progetto promosso da Guglielmo Minervini, assessore alle infrastrutture strategiche e mobilità della Regione Puglia in collaborazione con le Università, l’Adisu e i Politecnici della Puglia, finalizzato a rilasciare in comodato d’uso delle biciclette agli studenti universitari più meritevoli che potranno usufruire del praticità della bici per muoversi in città e raggiungere l’università. Un punto di partenza per fare del rispetto ambientale uno stile di vita migliore, in sintonia con il risparmio.

Un momento centrale dell’intera iniziativa, è stata la consegna delle prime 143 biciclette all’Università di Foggia, tenutasi lo scorso 17 aprile. Presenti l’assessore Minervini, il rettore Giuliano Volpe, i responsabili delle strutture amministrative dell’ateneo e Vincenzo Padalino, Presidente del Consiglio degli studenti dell’ateneo foggiano.

Quale risonanza ha avuto il programma “adotta una bici” a pochissimi giorni dall’adozione delle prime biciclette? Ne parla Vincenzo Padalino nell’intervista proposta di seguito.

 

_Lo scorso 17 aprile, l’Università di Foggia e’ stata coinvolta, come anche altre università pugliesi, nel progetto “Adotta una bici-Cicloattivi università”. Si tratta di un’iniziativa inclusa nel più ampio progetto regionale “Creattivamente”. Nello specifico sono state consegnate 143 biciclette in comodato d’uso allo scopo di promuovere la cultura della mobilità sostenibile a partire dalle giovani generazioni. Lei, in qualità di Presidente del Consiglio degli studenti, cosa ne pensa?

Io, come già detto nella giornata di consegna delle biciclette, mi sento di dover ringraziare la regione per questo progetto che sta portando avanti ormai da circa un anno e che finalmente ha trovato compimento con la consegna delle bici. Credo che sia il giusto stimolo per far cambiare un po’ la nostra mentalità. L’uso della bici nella nostra città può e deve essere incrementato, ma questo può avvenire solo grazie ad iniziative come questa. Infatti io credo che da giorno 17, vedendo tutti questi ragazzi in bici, verrà la voglia anche ad altri cittadini di utilizzare questo mezzo, che è a costo zero e che ci aiuta a salvaguardare l’ambiente.

_ Quindi ripartire, o meglio partire dai giovani per promuovere ambiente a impatto zero, ed è un buon segno che molti studenti stiano facendo già uso delle biciclette. Eppure, nonostante la lodevole iniziativa, Foggia, e il sud in generale, dispone di un minor numero di infrastrutture ciclabili rispetto ad altre città del nord in cui lo stesso progetto è stato già promosso. Potrebbe essere un limite?

Di sicuro Foggia e il sud italia hanno bisogno di lavorare molto in tal senso, ma io credo che questo non debba essere un limite, anzi ci dovrà spronare a chiedere di più. Ecco perché l’importanza di partire dai giovani, di inculcare una mentalità in loro, così da poter sfruttare anche la forza di questi per chiedere ai nostri amministratori locali di migliorare le nostre città, quindi le nostre strade, le nostre piste ciclabili, per renderle più vivibili e a misura di “bici”. L’università in tal senso a già provveduto ad aumentare le rastrelliere presenti nelle diverse facoltà proprio per dare la possibilità di trovare un parcheggio “sicuro” alle bici universitarie. E’ un inizio..

_ Rispetto alle altre università pugliesi, come Lecce o Bari, Foggia presenta maggiori disagi per gli studenti fuori sede. infatti, le residenze degli studenti sono piuttosto lontane dalle facoltà. In questo senso “adotta una bici” ha agevolato gli studenti fuori sede, dato che le bici consegnate possono essere comodamente trasportate sui mezzi pubblici?

Di sicuro questo progetto agevola gli studenti fuori sede, perché appunto la bici può essere facilmente “smontata” e riposta anche nel bagagliaio di un pullman, o semplicemente salita su un treno. Per quanto riguarda gli studenti presenti nelle residenze universitarie , per loro vuol dire avere un mezzo proprio per potersi muovere facilmente e velocemente nel nostro centro abitato, ma sopratutto un mezzo per raggiungere in autonomia la propria facoltà, che, alle volte non è vicina alla residenza in questione. Ma su questo il problema non è tanto dove siano state costruite le residenze, ma il fatto che l’Università degli Studi di Foggia, quando nacque, non fu pensata da subito, a livello di strutture, come un unico polo, e quindi le varie strutture nascevano man mano in luoghi diversi della città, questo di sicuro ci ha un po’ penalizzati. Ma da oggi con le bici muoversi non sarà più un problema.

_ Leggendo il progetto “Creattivamente” della regione, è evidente la volontà di rendere perfettamente funzionale la “ciclo-attività” nel mondo accademico. Oltre all’aumento delle rastrelliere, il progetto include anche la presenza di ciclofficine all’interno degli atenei. L’Università di Foggia è stata già dotata di una ciclofficina?

Attualmente il nostro ateneo non è stato dotato di una ciclofficina. Su questo argomento c’è un po’ di confusione almeno fino ad oggi. Per quanto sono riuscito a comprendere ci sarà una ciclofficina della regione che periodicamente farà il giro degli atenei pugliesi per fornire un servizio di assistenza a tutti i possessori di queste bici. In più, almeno il nostro ateneo, vorrebbe allestire uno spazio per poter permettere a chi ne avesse bisogno di poter effettuare da solo delle piccole riparazioni o altro. Diciamo un’officina self-service per gli studenti foggiani, dove trovare quel minimo di attrezzatura che possa consentire a chi avesse dei problemini con il proprio mezzo, di ripararseli in autonomia, aspettando poi l’arrivo della ciclofficina regionale. Questo è un servizio che di certo è molto utile per tutti i possessori di una bici, e quindi mi impegno a seguire la faccenda in prima persona, promettendo il mio massimo impegno nella realizzazione di questa officina nel nostro ateneo.

_ Considerando il successo dell’iniziativa la ciclofficina è indispensabile e va apprezzata la vostra idea, indipendentemente da quel che il progetto riporta, di adibire un’officina self-service per chiunque avesse esigenze di riparazione. Un’ultima domanda. Tra un anno le bici verranno riconsegnate, visto che sono state affidate agli studenti in comodato d’uso. Saranno riaffidate di nuovo secondo criteri di merito e reddito, oppure saranno disposti nuovi criteri di “adozione bici”?

I criteri saranno sempre quelli in quanto si rifanno un po’ a quelli dell’Adisu per l’assegnazione delle borse di studio, e sono quelli che oggettivamente premiano il merito e le persone che ne hanno più bisogno. A tal proposito se posso vorrei aggiungere un mio auspicio. Dato che le bici dovranno essere consegnate alla scadenza per poter permettere ad altri di usufruire di questo servizio, spero che i possessori attuali utilizzino la massima diligenza sia nell’impiego che nella custodia del mezzo assegnatoli con la consapevolezza che è un bene in prestito.

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