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La mobilità sostenibile a misura di bici coinvolge UniFoggia

Redazione Controcampus 28 Aprile 2012
R. C.
20/09/2021

Parlare di mobilità sostenibile senza considerarla una inafferrabile utopia, oggi è meno difficile di un tempo grazie a una semplicissima ma rivoluzionaria iniziativa che coinvolge 1600 studenti universitari in tutta la Puglia.



“Adotta una bici – Cicloattivi Università” è un progetto promosso da Guglielmo Minervini, assessore alle infrastrutture strategiche e mobilità della Regione Puglia in collaborazione con le Università, l’Adisu e i Politecnici della Puglia, finalizzato a rilasciare in comodato d’uso delle biciclette agli studenti universitari più meritevoli che potranno usufruire del praticità della bici per muoversi in città e raggiungere l’università. Un punto di partenza per fare del rispetto ambientale uno stile di vita migliore, in sintonia con il risparmio.

Un momento centrale dell’intera iniziativa, è stata la consegna delle prime 143 biciclette all’Università di Foggia, tenutasi lo scorso 17 aprile. Presenti l’assessore Minervini, il rettore Giuliano Volpe, i responsabili delle strutture amministrative dell’ateneo e Vincenzo Padalino, Presidente del Consiglio degli studenti dell’ateneo foggiano.

Quale risonanza ha avuto il programma “adotta una bici” a pochissimi giorni dall’adozione delle prime biciclette? Ne parla Vincenzo Padalino nell’intervista proposta di seguito.

 

_Lo scorso 17 aprile, l’Università di Foggia e’ stata coinvolta, come anche altre università pugliesi, nel progetto “Adotta una bici-Cicloattivi università”. Si tratta di un’iniziativa inclusa nel più ampio progetto regionale “Creattivamente”. Nello specifico sono state consegnate 143 biciclette in comodato d’uso allo scopo di promuovere la cultura della mobilità sostenibile a partire dalle giovani generazioni. Lei, in qualità di Presidente del Consiglio degli studenti, cosa ne pensa?

Io, come già detto nella giornata di consegna delle biciclette, mi sento di dover ringraziare la regione per questo progetto che sta portando avanti ormai da circa un anno e che finalmente ha trovato compimento con la consegna delle bici. Credo che sia il giusto stimolo per far cambiare un po’ la nostra mentalità. L’uso della bici nella nostra città può e deve essere incrementato, ma questo può avvenire solo grazie ad iniziative come questa. Infatti io credo che da giorno 17, vedendo tutti questi ragazzi in bici, verrà la voglia anche ad altri cittadini di utilizzare questo mezzo, che è a costo zero e che ci aiuta a salvaguardare l’ambiente.

_ Quindi ripartire, o meglio partire dai giovani per promuovere ambiente a impatto zero, ed è un buon segno che molti studenti stiano facendo già uso delle biciclette. Eppure, nonostante la lodevole iniziativa, Foggia, e il sud in generale, dispone di un minor numero di infrastrutture ciclabili rispetto ad altre città del nord in cui lo stesso progetto è stato già promosso. Potrebbe essere un limite?

Di sicuro Foggia e il sud italia hanno bisogno di lavorare molto in tal senso, ma io credo che questo non debba essere un limite, anzi ci dovrà spronare a chiedere di più. Ecco perché l’importanza di partire dai giovani, di inculcare una mentalità in loro, così da poter sfruttare anche la forza di questi per chiedere ai nostri amministratori locali di migliorare le nostre città, quindi le nostre strade, le nostre piste ciclabili, per renderle più vivibili e a misura di “bici”. L’università in tal senso a già provveduto ad aumentare le rastrelliere presenti nelle diverse facoltà proprio per dare la possibilità di trovare un parcheggio “sicuro” alle bici universitarie. E’ un inizio..

_ Rispetto alle altre università pugliesi, come Lecce o Bari, Foggia presenta maggiori disagi per gli studenti fuori sede. infatti, le residenze degli studenti sono piuttosto lontane dalle facoltà. In questo senso “adotta una bici” ha agevolato gli studenti fuori sede, dato che le bici consegnate possono essere comodamente trasportate sui mezzi pubblici?

Di sicuro questo progetto agevola gli studenti fuori sede, perché appunto la bici può essere facilmente “smontata” e riposta anche nel bagagliaio di un pullman, o semplicemente salita su un treno. Per quanto riguarda gli studenti presenti nelle residenze universitarie , per loro vuol dire avere un mezzo proprio per potersi muovere facilmente e velocemente nel nostro centro abitato, ma sopratutto un mezzo per raggiungere in autonomia la propria facoltà, che, alle volte non è vicina alla residenza in questione. Ma su questo il problema non è tanto dove siano state costruite le residenze, ma il fatto che l’Università degli Studi di Foggia, quando nacque, non fu pensata da subito, a livello di strutture, come un unico polo, e quindi le varie strutture nascevano man mano in luoghi diversi della città, questo di sicuro ci ha un po’ penalizzati. Ma da oggi con le bici muoversi non sarà più un problema.

_ Leggendo il progetto “Creattivamente” della regione, è evidente la volontà di rendere perfettamente funzionale la “ciclo-attività” nel mondo accademico. Oltre all’aumento delle rastrelliere, il progetto include anche la presenza di ciclofficine all’interno degli atenei. L’Università di Foggia è stata già dotata di una ciclofficina?

Attualmente il nostro ateneo non è stato dotato di una ciclofficina. Su questo argomento c’è un po’ di confusione almeno fino ad oggi. Per quanto sono riuscito a comprendere ci sarà una ciclofficina della regione che periodicamente farà il giro degli atenei pugliesi per fornire un servizio di assistenza a tutti i possessori di queste bici. In più, almeno il nostro ateneo, vorrebbe allestire uno spazio per poter permettere a chi ne avesse bisogno di poter effettuare da solo delle piccole riparazioni o altro. Diciamo un’officina self-service per gli studenti foggiani, dove trovare quel minimo di attrezzatura che possa consentire a chi avesse dei problemini con il proprio mezzo, di ripararseli in autonomia, aspettando poi l’arrivo della ciclofficina regionale. Questo è un servizio che di certo è molto utile per tutti i possessori di una bici, e quindi mi impegno a seguire la faccenda in prima persona, promettendo il mio massimo impegno nella realizzazione di questa officina nel nostro ateneo.

_ Considerando il successo dell’iniziativa la ciclofficina è indispensabile e va apprezzata la vostra idea, indipendentemente da quel che il progetto riporta, di adibire un’officina self-service per chiunque avesse esigenze di riparazione. Un’ultima domanda. Tra un anno le bici verranno riconsegnate, visto che sono state affidate agli studenti in comodato d’uso. Saranno riaffidate di nuovo secondo criteri di merito e reddito, oppure saranno disposti nuovi criteri di “adozione bici”?

I criteri saranno sempre quelli in quanto si rifanno un po’ a quelli dell’Adisu per l’assegnazione delle borse di studio, e sono quelli che oggettivamente premiano il merito e le persone che ne hanno più bisogno. A tal proposito se posso vorrei aggiungere un mio auspicio. Dato che le bici dovranno essere consegnate alla scadenza per poter permettere ad altri di usufruire di questo servizio, spero che i possessori attuali utilizzino la massima diligenza sia nell’impiego che nella custodia del mezzo assegnatoli con la consapevolezza che è un bene in prestito.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto