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7 aprile 2012

Stop alla vivisezione: la proposta di legge del Fli

 

La questione della vivisezione si è ripresentata in questi giorni nel nostro paese con la triste storia dei macachi provenienti dalla Cina e destinati ai laboratori di ricerca. Il numero degli animali utilizzati nella sperimentazione secondo le stime è diminuito ma rimane, comunque, enorme ed impressionante: 2.602.773 sono gli animali usati dal 2007 al 2009. Un tema molto complesso che tocca la sensibilità di molti e divide le coscienze anche degli studiosi..

In questo clima è giunta la proposta di legge dei deputati Granata, Perina e Di Biagio di Futuro e Libertà presentata alla Camera il 5 aprile. Il progetto “Disposizioni in materia di divieto di sperimentazione sugli animali e introduzione di metodi alternativi” intende abolire la legge in vigore sulla vivisezione ed aprire le porte alla ricerca alternativa.

La proposta non trova tutti d’ accordo. Questioni etiche separano i sostenitori dell’ eliminazione della pratica della vivisezione ma non della ricerca sperimentale sugli animali e chi ritiene che gli animali non debbano essere più utilizzati nella ricerca scientifica.

Ma ci sono altre difficoltà di tipo tecnico-scientifico che subiscono prese di posizione pregiudiziali. Sospendere l’ uso di animali nei laboratori significa per molti bloccare la ricerca poiché i metodi alternativi non garantiscono gli stessi livelli di ricerca. Inoltre, lo sviluppo di nuove tecniche richiede anni di studio. Al contrario, LAV ritiene che “sebbene teoricamente già possibile, la completa sostituzione degli animali nella sperimentazione è impedita da alcuni fattori di ordine giuridico, culturale e logistico”. Si intendono come alternativi, ad esempio, i modelli informatici, le analisi chimiche, le indagini statistiche (epidemiologia e metanalisi), gli organi bioartificiali, i microchip al DNA e i microcircuiti con cellule umane.

Se però i sentimenti di molti sono toccati da tali problematiche e si è giunti in maniera ampia a giudicare la ricerca sugli animali come una forma di tortura che nega i diritti degli esseri viventi si dovrebbe cercare di superare tali difficoltà anche attraverso un maggiore coinvolgimento da parte dell’ opinione pubblica e del governo.

Aumentare gli standard di vivibilità degli animali utilizzati nei laboratori, ridurre al minimo il numero di cavie e migliorare le tecniche di studio non possono esser considerate una soluzione. Si dovrebbe più di ogni cosa incentivare i finanziamenti per progetti rivolti allo sviluppo della conoscenza medica e scientifica senza l’uso di animali, rendere obbligatorio e facilitare il ricorso a metodi alternativi come quelli indicati. La proposta di legge del Fli dovrebbe muoversi in questa direzione.

 

Per consultare il testo integrale della proposta di legge:

http://www.futuroeliberta.it/


 

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