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3 Aprile 2019

Ius Soli: cos’è e cosa significa, traduzione e cosa prevede la legge

Ius Soli
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Ecco cos’è lo Ius Soli e cosa significa, traduzione letterale della parola e cosa prevede la legge in materia, pro e contro.

Le regole attuali previste in Italia per acquisire il diritto di cittadinanza e le differenze con lo Ius Sanguinis.

Come cambieranno i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana dopo l’introduzione dello Ius Soli temperato. 

Torna a tenere banco in Italia la discussione sullo Ius Soli. A seguito dell’aumento dei flussi migratori negli ultimi anni si è sentita la necessità di una modifica dell’ultima legge sulla cittadinanza del 1992.

Dopo un lungo dibattito politico la Camera ha approvato nel 2015 una proposta di legge, che da allora è in attesa di essere esaminata dal Senato. La proposta prevede l’espansione dei criteri per ottenere la cittadinanza italiana ed è sostenuta dal Partito Democratico.

Prima però analizziamo la normativa vigente. Vediamo insieme quali sono i requisiti previsti dalla legge n.91 del 1992 e le criticità che rendono necessario un cambiamento.

Allo stato attuale in Italia la cittadinanza è attribuita in base allo Ius Sanguinis. Ciò significa che un bambino è italiano se almeno uno dei due genitori è italiano. Viceversa un bambino nato da genitori stranieri, anche se partorito sul territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni. E soltanto se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.

In questo modo la legge esclude per diversi anni dalla cittadinanza e dai suoi benefici decine di migliaia di bambini nati e cresciuti in Italia. Proprio questo è uno dei motivi  si auspica un cambiamento.

A raccogliere queste istanze la proposta di legge approvata nel 2015 dal Parlamento italiano, che propone l’introduzione dello Ius Soli.

Ma vediamo ora nel dettaglio cosa significa, cosa prevede e quali sono le differenze con lo Ius Sanguinis.

Cos’è lo Ius Soli e cosa significa in diritto, cosa prevede la legge in materia, pro e contro

La nuova legge apporta modifiche consistenti nei requisiti previsti per l’acquisto della cittadinanza italiana prima dei 18 anni. Dallo Ius Sanguinis si passa allo Ius Soli, sebbene temperato, e allo Ius Cultura.

Lo Ius Soli “temperato” prevede che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni.

Diversa poi la situazione nel caso in cui il genitore risieda in Italia con valido permesso di soggiorno, ma provenga da un Paese extra Ue. In questo caso infatti occorrono tre ulteriori requisiti:

  • Reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
  • Disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
  • Superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.

Un’altra strada per ottenere il diritto di cittadinanza sarà quella prevista dal cosiddetto Ius culturae. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni. Che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico.

I giovani nati all’estero, che giungono nel nostro Paese fra i 12 e i 18 anni, potranno invece ottenere la cittadinanza. Dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.

Significato letterale ed etimologico del termine diritto del suolo

Vediamo infine cosa significa letteralmente il termine Ius Soli. L’espressione deriva dal latino e significa “diritto del suolo”.

Si contrappone all’espressione Ius Sanguinis, che invece significa “diritto del sangue”.

Si tratta dei due principali modi di acquisto della cittadinanza. In particolare “diritto del suolo” è l’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un determinato paese per il solo fatto giuridico di essere nati su quel territorio. Indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

In base allo Ius Sanguinis invece si trasmette automaticamente al figlio quella che è la cittadinanza del genitore.

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