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29 aprile 2012

Unisi: CdA approva il conto consuntivo, soddisfazione del rettore Riccaboni

In data 23 aprile si è svolta la seduta preliminare del Senato accademico senese, durante la quale è stato votata all’unanimità la richiesta di presentazione del bilancio consuntivo per l’anno 2011, come ha annunciato dopo poche ore lo stesso rettore, Angelo Riccaboni, tramite un messaggio diffuso dalla rete dell’ateneo.

Durante la seduta consiliare del 27 aprile, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato sul documento presentato dal Rettore, nel quale viene evidenziato l’importante miglioramento conseguito nel disavanzo di competenza rispetto agli anni precedenti. Tale disavanzo risulta quando, nel corso dell’esercizio, l’ammontare delle somme realmente spese supera l’importo delle entrate contabilizzate. Per il 2011, esso ammontava a 8,1 milioni di euro, in riduzione rispetto al 2010 (18,2 mln), al 2009 (28,8 mln) e al 2008 (63,9 mln), dati dichiarati nel comunicato stampa dell’Università. Un risultato importante, se teniamo anche in conto che il fondo di finanziamento annuale erogato dallo Stato in favore dell’ateneo è in diminuzione: nel 2011 raggiungeva i 112 milioni di euro, quando negli anni passati era compreso tra i 116 e i 119 milioni.

Laura Montanari, giornalista di La Repubblica, durante questa intervista ha interrogato il rettore Riccaboni su come sia stato possibile raggiungere un traguardo tanto rilevante in così breve tempo: «Con l’impegno di tutte le componenti dell’università che hanno capito la situazione di emergenza in cui ci trovavamo. I passi sono stati tanti, il prepensionamento di 48 docenti, i comandi di mobilità per oltre 100 non docenti, la riduzione degli affitti, i tagli ai servizi, i risparmi sull’energia e sulle attrezzature» ha risposto il Rettore, confidando poi che l’ateneo punta anche sulla vendita di «Palazzo Bandini Piccolomini, l’immobile che ospitava le segreterie, con un’asta a partire da 6 milioni di euro», per accumulare altri fondi. Certo, la riduzione dei dipartimenti è stata quasi drastica: più che dimezzati, sono passati da 38 a 17, ma, precisa orgoglioso il Rettore, «su due cose non abbiamo risparmiato: le biblioteche e l’internazionalizzazione. Per il futuro investiremo sulla sostenibilità e sulla digitalizzazione».

Dall’altro lato della medaglia luccicante di cui può ora fare sfoggio Siena, c’è anche chi non si dimostra affatto soddisfatto del risultato conseguito e ufficializzato il 27 aprile: mentre il CdA era impegnato nella seduta consultoria, infatti, un gruppo dei tecnici amministrativi che operano all’interno dell’Università di Siena ha interrotto il proprio lavoro come protesta per il mancato versamento del salario accessorio, un problema che l’ateneo senese si trascina ormai da mesi, e che aveva portato i sindacati sul piede di guerra (per approfondimenti, vi rimando a questo mio articolo).

Riccaboni si è perciò affrettato a pacificare gli animi dichiarando, nel comunicato stampa di cui sopra:

«A questo proposito, vorrei ancora una volta evidenziare come tale incoraggiante esito non dipenda dalla mancata corresponsione del trattamento economico accessorio (TEA) al personale tecnico e amministrativo. Come più volte ribadito, l’Amministrazione ritiene che il TEA sia una componente della retribuzione del personale – tanto che gli oneri relativi a tale voce sono stati considerati ai fini del computo del risultato di esercizio – e auspica che l’impegno recentemente evidenziato dal MIUR e dal MEF a risolvere i dubbi interpretativi inerenti alle questioni in oggetto possa consentire quanto prima il superamento dell’impasse venutasi a creare».

Conclude il Rettore:

«L’attenta azione di monitoraggio potrà essere sostenuta nei prossimi mesi anche attraverso il controllo di gestione a cui daremo il via insieme all’introduzione del nuovo sistema di contabilità analitica. Il Consiglio ha apprezzato il lavoro svolto dall’amministrazione e la chiarezza dei dati, sottolineando che il bilancio approvato rappresenta un punto di svolta verso il raggiungimento dell’equilibrio finanziario».

Da ateneo più indebitato di Italia a modello da seguire: un passo importante per l’Università di Siena, che aveva gli occhi di tutti puntati sulle sue tasche, anche se la soluzione definitiva non sembra trovarsi dietro l’angolo. Forse si starà nascondendo al prossimo.

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