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6 aprile 2012

Veneto, come sta il sistema scolastico?

Nel giorno in cui esce il rapporto sulla qualità del sistema scolastico veneto, si alza il problema della mancanza di programmazione nelle dirigenze scolastiche.

La qualità educativa in Veneto è l’oggetto di una monografia, realizzata dalla Regione, che è stata presentata in questi giorni nella sede Grandi Stazioni a Venezia. Tra i punti di forza individuati dallo studio, gli elevati livelli cognitivi dei quindicenni scolarizzati che hanno già raggiunto l’obiettivo europeo 2010 di riduzione delle insufficienze; la buona situazione dei licei; la diminuzione degli abbandoni scolastici; la qualità del sistema scolastico percepita dai genitori; le performance della formazione professionale (il 28% dei qualificati lavora a 6 mesi dal conseguimento del titolo e il 49% a 12 mesi).

Tra le criticità, la quota ancora bassa dei diplomati che sceglie di proseguire gli studi all’università, l’incidenza più elevata di abbandoni e ripetenze negli istituti professionali, la presenza  del fenomeno del bullismo a scuola; i comportamenti a rischio di troppi ragazzi che fumano e bevono; l’aumento dei giovani che non lavorano, non studiano e non fanno formazione.

Ma il problema più grande è che in Veneto, in particolare a Verona, i dirigenti scolastici non hanno eredi. Molti “ex-presidi” si stanno avvicinando alla pensione e il provveditorato veronese non ha ancora pensato alle nomine per sostituirli. Problema non solo della città scaligera, ma di tutto il Veneto. Sono già 24 gli istituti di Verona che vivono una sorta di “interregno”, dove il preside è in pensione e manca il suo sostituto. Molte scuole hanno chiesto a presidi di altri istituti di guidarle per i prossimi 12 mesi, con la speranza che le nomine arrivino a breve.

Il problema è la difficoltà di ricambio generazionale. L’ultimo concorso è stato bandito nel 2011, a distanza di 5 anni dal precedente, che aveva reclutato personale con notevole esperienza (e età anagrafica) sulle spalle. Per il concorso attuale si attendono ancora i risultati degli scritti. Il timore è che non bastino i cinque mesi che ci separano dall’inizio del prossimo anno scolastico per completare l’iter con gli orali.

A riguardo, Giovanni Pontara, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, dice: “Con l’operazione di ridimensionamento seguita all’applicazione dell’autonomia scolastica sono state accorpate scuole medie e direzioni didattiche contraendo, di fatto, le dirigenze da 122 a 112. In questo modo dovremmo riuscire a contenere questa ondata di pensionamenti, prevista nell’ordine di cinque o sei unità, mantenendo la situazione come quella attuale. Siamo comunque fiduciosi che entro settembre vengano nominati i nuovi dirigenti. Il bisogno di ricambio e di nuova linfa è forte”.

 

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