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14 Maggio 2012

Arrivano gli “Angels”, riusciranno a risollevare il Sud?

Nei giorni scorsi approvato dal governo Monti il Piano per il Sud.

Il programma anti-povertà, definito dagli addetti ai lavori di “azione e coesione”, ha stanziato 2,3 miliardi di fondi europei per far ripartire il Mezzogiorno d’Italia.

Le ricchezze verranno ripartire tra le categorie più in difficoltà. In primis le persone non autosufficienti (anziani, malati, disabili), poi si assicureranno più asili nido e, quindi, si cercherà di combattere la dispersione scolastica. Inoltre, circa 900 milioni verranno destinati alla competitività delle imprese. Il tutto per far ripartire il Sud e colmare il gap Nord-Sud.

Del totale dei fondi, 5,3 milioni saranno destinati alle Università del Mezzogiorno. Lo scopo è quello di risollevare una fetta di popolazione che più delle altre teme per il proprio futuro: il mondo degli universitari.

Da mesi, se non anni ormai, si sente parlare di fuga di cervelli; eccellenze italiane che si vedono obbligati a lasciare il loro paese, i loro affetti, per poter esprimere le loro potenzialità in paesi in cui vengono considerati delle risorse di serie A, è proprio in questo contesto si inscrive il progetto “Angels”.

Il programma “riporta a casa” 30-50 ricercatori italiani impegnati all’estero per illustrare le loro esperienze lavorative e di ricerca in circa quindici dipartimenti italiani diffusi in tutto il Mezzogiorno.

Il progetto prevede 40 ore tra lezioni e laboratori. A ciò si aggiunge la possibilità data agli studenti di poter effettuare uno stage presso le università o i centri di ricerca di provenienza dei ricercatori di modo che, tornati in patria, potranno poi a loro volta arricchire i loro colleghi con le competenze acquisite.

L’obiettivo è quello di formare giovani leve, di dar voce ad una parte del Paese repressa e sfiduciata. A rimarcarlo è il ministro per la Coesione Sociale ed Integrazione Riccardi, secondo cui: “Il rinnovamento del Sud richiede un forte impegno delle proprie classi dirigenti nel superare pratiche e metodi obsoleti nel lavorare, nel fare impresa e nell’amministrare. Il luogo primario dove si formano queste classi dirigenti e’ l’università”.

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