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24 maggio 2012

Diritto allo studio e assegnazioni borse ai più meritevoli

Regionale di Coordinamento ritengono che ogni considerazione in merito alle scelte operate dalla Regione Piemonte non possa prescindere dalla oggettiva constatazione che le risorse complessivamente destinate alle borse di studio sono state nell’ultimo anno ridotte di una percentuale superiore al 60% e non è previsto alcun incremento significativo nel prossimo anno accademico.

Pur considerando la difficile congiuntura economica del Paese, questa drastica riduzione è difficilmente comprensibile e appare un’inequivocabile indicazione che il diritto allo studio e gli investimenti in alta formazione non sono più considerati prioritari nella nostra Regione.

Con riferimento ai criteri approvati per l’assegnazione delle borse dello studio, si rileva quanto segue:
– la definizione di una duplice soglia basata su un numero minimo di crediti (pari a 25-35) e una media minima delle valutazioni conseguite (pari a 25/30) per l’assegnazione della borsa di studio presenta varie criticità. La più evidente è semplicemente espressa da questo esempio: uno studente che acquisisse 25-35 crediti (pari all’incirca alla metà degli esami previsti) con una media di 25 avrebbe diritto alla borsa di studio, mentre uno studente che acquisisse 60 crediti (pari all’incirca alla totalità degli esami previsti nell’anno) con una media di 24.9 non ne avrebbe diritto. Non è un criterio che possa propriamente definirsi meritocratico e potrebbe essere facilmente corretto se si adottasse la proposta avanzata dagli Atenei che prevede di formulare la graduatoria in base ad un indicatore pari al prodotto dei crediti acquisiti per la media conseguita.
– la distribuzione dei voti nelle Facoltà degli Atenei è fortemente disomogenea e pertanto una soglia uniforme pari a 25/30 inevitabilmente penalizza gli studenti dei corsi di Laurea con votazioni mediamente inferiori. Si tratta di un fatto noto, che a livello europeo ha condotto alla definizione del sistema ECTS (European Credit Transfer System) ove la scala di valutazione è definita su base statistica e non in base al valore assoluto della media dei voti.
Per le ragioni esposte, i criteri approvati dalla Regione appaiono piuttosto superficiali, inadeguati e sostanzialmente non meritocratici. Gli Atenei torinesi e i rappresentanti degli studenti nel Comitato Regionale di Coordinamento, pur ribadendo che le principali criticità restano riconducibili alla drastica riduzione delle risorse destinate al diritto allo studio, sono disponibili a fornire il proprio costruttivo contributo alla Regione Piemonte e all’Edisu per la predisposizione di un bando che risponda a requisiti di equità e di meritocrazia.

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