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30 maggio 2012

Giornalisti: Io qui non posso entrare!

Sentenza del Tar Lazio n. 4518 del 18 maggio 2012: Illegittimità della circolare del Ministero dell’Interno contenente il divieto di accesso ai giornalisti nei centri per migranti.La Sentenza pronunciata dal Tar-Lazio, confermerebbe violazioni del Cod.Costituzionale, danni alla libertà d’informazione, atti lesivi in materia di immigrazione: nella circolare n. 1305 del 1 aprile 2011 emanata dall’ex ministro dell’interno,Roberto Maroni, sarebbe di fatto negato l’accesso a soggetti esterni nei C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione) ma anche ad alcuni C.A.R.A. (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo)

Fra i non espressamente menzionati nella circolare, ci sono deputati e/o senatori della Repubblica, ai quali in seguito è stata concessa loro la possibilità di accesso ai centri d’accoglienza, compresi parlamentari europei, e Consiglieri Regionali.

VIETATO AI GIORNALISTI INSOMMA? Di seguito il testo della circolare che amaramente preclude ai professionisti dell’informazione di espletare il prorpio lavoro : “in considerazione del massiccio afflusso di immigrati provenienti dal Nord Africa e al fine di non intralciare le attività loro rivolte, l’accesso alle strutture presenti su tutto il territorio nazionale, di cui alla circolare n. 1305 del 24 aprile 2007, è consentito, fino a nuova disposizione, esclusivamente alle seguenti organizzazioni: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), Croce Rossa Italiana (CRI), Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Save The Children, Caritas, nonché a tutte le Associazioni che hanno in corso con il Ministero dell’Interno progetti in fase di realizzazione nelle strutture di accoglienza, finanziati con i Fondi nazionali ed europei”.

IL MINISTRO CANCELLIERI Annamaria, ha impartito nuove disposizioni in una direttiva indirizzata ai prefetti. l’interrogazione parlamentare degli on. Turco e Bressa 13/12/2011 ha contribuito l’accesso ai Cie e ai Cara.

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO SANCISCE VIOLAZIONE DI LEGGE – ART. 21 COST. – ART. 10 DELLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI UMANI E DELLE LIBERTA’ FONDAMENTALI – ART. 11 DELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA – MANCATA APPLICAZIONE

Ai giornalisti sarebbe stato di fatto impedito l’esercizio della propria professione. Si riscontrerebbero inoltre gravi ingerenze nell’esercizio del diritto/dovere di cronaca e di informazione del pubblico.

LE VIOLAZIONI secondo il TAR sarebbero in materia di ECCESSO DI POTERE (ART. 21 OCTIES LEGGE 241/1990) – CARENZA ASSOLUTA DI MOTIVAZIONE – DIFETTO DI ISTRUTTORIA: “Se la motivazione del diniego di accesso fosse realmente da ricollegarsi alla … finalità di non arrecare intralcio alle attività prestate a favore degli immigrati nei centri, ai giornalisti dovrebbe essere consentito di accedere in condizioni di tempo o con modalità tali da impedire qualsiasi ostacolo all’autorità presenti all’interno dei centri”[…]

DAGLI ATTI: “Al fine di valutare la sussistenza di una reale ed imperativa esigenza di escludere categoricamente l’accesso ai centri immigrati da parte dei giornalisti, né tantomeno sono state prese in considerazione possibili soluzioni alternative”. “A ciò si aggiunga che la circolare non si preoccupa neppure di circoscrivere la durata temporale del divieto”.

ECCESSO DI POTERE SOTTO ALTRI PROFILI: IN PARTICOLARE RELATIVAMENTE AL CARATTERE DISCRIMINATORIO DEL DIVIETO DI ACCESSO; CONTRADDITTORIETA’ – ILLOGICITA’ MANIFESTA. In definitiva sarebbero arbitrari i criteri d’individuazione dei soggetti cui è consentito accesso.

TAR DEL LAZIO AGGIUNGE : “La stampa costituisce, dunque, espressione di una libertà costituzionalmente garantita e riconosciuta anche a livello internazionale, ossia della libertà di manifestazione del pensiero, la cui funzione sociale viene costantemente affermata, ravvisandola nel potere-dovere del giornalista di portare a conoscenza dell’opinione pubblica fatti, notizie e vicende interessanti la vita associata, in modo che il pubblico, esattamente informato, abbia la possibilità di orientarsi e di formarsi una propria opinione sugli avvenimenti e sulle persone”[…]

I GIUDICI: “La libertà di stampa svolge un ruolo fondamentale nel dibattito democratico, tale da non sopportare l’introduzione di limiti atti a restringerla, dovendo convenirsi con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo allorchè questa ha affermato che i giornali sono i così detti “cani da guardia” (watch dog) della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie, risultando pacifico l’enorme interesse della comunità nazionale per la corretta e puntuale esplicazione di ogni attività pubblica, onde critica e cronaca giornalistica volte a tenere o a ricondurre le pubbliche istituzioni nell’alveo loro proprio vanno non solo giustificate, ma anche propiziate”.

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