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18 Aprile 2019

Mimmo Lucano: chi è il sindaco di Riace rinviato a giudizio e perchè

Foto Mimmo Lucano
Foto Mimmo Lucano

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Ecco chi è Mimmo Lucano, sindaco di Riace sospeso e rinviato a giudizio per le accuse sul modello di accoglienza Riace. Dalla candidatura al nobel per la pace fino al nuovo avviso di garanzia.

L’inchiesta a carico del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio. E’ questo l’esito di mesi di indagini a carico del sindaco e del suo modello di accoglienza dei migranti.

Una vicenda che ha diviso l’opinione pubblica già fortemente schierata sul tema dell’immigrazione. Anche il mondo politico non ha risparmiato commenti e prese di posizione.

A partire dal Viminale, che ha dichiarato di voler costituirsi parte civile nel processo contro Lucano e il modello Riace. Sul fronte opposto dei sostenitori del sindaco calabrese, invece, c’è chi ha avviato l campagna per la candidatura di Lucano al Premio Nobel per pace.

Al centro il modello di accoglienza e di integrazione predisposto a Riace nel corso di una delle tante emergenze migratorie. Un modello fortemente voluto e sostenuto dal sindaco, che si è impegnato personalmente nella realizzazione di questo progetto.

Ma chi è davvero Mimmo Lucano? Scopriamolo insieme attraverso una breve biografia del sindaco di Riace. “So di essere nel giusto, seguo un ideale di giustizia e umanità”: queste intanto le parole con cui Lucano ha accolto la notizia del rinvio a giudizio.

Rinvio a giudizio, giunto ad esito di un’inchiesta partita ad ottobre, e seguito, dopo poche ore, da un nuovo avviso di garanzia. Vediamo le motivazioni dei provvedimenti e quali sono i capi d’accusa. Prima però scopriamo in cosa consiste il modello di accoglienza Riace.

Chi è Mimmo Lucano di Riace e perché è stato rinviato a giudizio per l’accoglienza dei migranti

Mimmo Lucano è nato a Melito di Porto Salvo nel 1958. Dopo gli studi a Roma decide di intraprendere la strada dell’insegnamento, professione che esercita per un po’ in giro per l’Italia.

Ma il richiamo per le sue radici è forte. Così torna in Calabria dove si dedica all’associazionismo e inizia ad interessarsi al tema dell’accoglienza. Nel 2000 entra in consiglio comunale come consigliere di minoranza. Nel 2004 viene eletto sindaco di Riace, dove amministra per ben tre mandati.

Fino alla sospensione di Ottobre 2018, a seguito dell’avviso di garanzia e del provvedimento del  Tribunale del Riesame che gli impone l’esilio obbligato. Al centro delle accuse è il modello Riace. Si tratta di un modello di accoglienza dei migranti che punta all’integrazione e alla riqualificazione dei piccoli borghi.

In questo modo Lucano ha accolto a Riace circa 450 migranti, integrandoli ai suoi 1800 abitanti. Il modello però è finito sotto inchiesta. Diverse le ipotesi di reato, molte delle quali però sono cadute.

Il provvedimento di rinvio a giudizio a carico di Lucano ed altri 26 indagati contiene le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e irregolarità nell’affidamento degli appalti per la raccolta differenziata. La prima udienza del processo è prevista per l’11 giugno.

Intanto Mimmo Lucano ha continuato a ribadire la sua innocenza. A sostegno del sindaco diverse mobilitazioni, sfociate in marce pacifiche in più parti d’Italia. In molte città sono state avviate raccolte firme per il conferimento della cittadinanza onoraria. A gennaio è iniziata la campagna per la candidatura al Premio Nobel per la pace.

Cosa contiene il nuovo avviso di garanzia contro l’ex sindaco di Riace

Dopo poche ore dalla notizia del rinvio a giudizio il sindaco di Riace ha dovuto fare i conti con un nuovo provvedimento. Si tratta di un nuovo avviso di garanzia per truffa aggravata.

Ancora una volta ad emanarlo è stata la procura di Locri. Il provvedimento, che costituisce il naturale seguito dell’inchiesta principale, è a carico di Lucano e di altre 9 persone.

Secondo il pubblico ministero gli immobili predisposti per accogliere i migranti non erano conformi alle regole previste dalle convenzioni e dai protocolli. Di tutt’altro avviso Mimmo Lucano, secondo cui si tratta di case nuove. Il punto principale inoltre resta l’accoglienza: “per me l’emergenza in quel momento era dare un tetto alle persone da accogliere”.

Gli stessi immobili inoltre erano già stati sottoposti ad un primo controllo prefettizio, che aveva avuto esito positivo. Secondo l’ex sindaco di Riace ci sarebbero altre motivazioni dietro a quello che sente come un vero e proprio accanimento nei suoi confronti.

Tutta questa storia sembra essere sotto influenza politica, ma so di essere nel giusto. Seguo un’ideale di giustizia e umanità e posso andare avanti all’infinito, nonostante il calvario che sto vivendo. La verità verrà fuori”.

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