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18 Maggio 2012

Laurearsi in tempo di crisi: un convegno su come valorizzare gli studi universitari

Al giorno d’oggi non è semplice riuscire a laurearsi nei tempi previsti. Non tutti raggiungono tale traguardo, vi è poi chi decide di fare uno stage nel corso degli studi, di proseguirli dopo aver ottenuto la laurea di primo livello e chi, al contrario, di abbandonarli a metà percorso. E’, dunque, molto differenziata la condizione occupazionale dei laureati.

Martedì p.v., 22 Maggio 2012, si svolgerà a Napoli – presso il Centro Congressi Federico II – un Convegno Nazionale intitolato “Laurearsi in tempo di crisi. Come valorizzare gli studi universitari” in cui i laureati troveranno risposta a numerose tematiche di loro interesse.

Gli argomenti in programma nel predetto Convegno sono l’abbandono degli studi universitari, la prosecuzione degli studi dopo la laurea di primo livello, le motivazioni nella scelta del corso di laurea ed, in generale, tutto quel che riguarda il complesso e fondamentale passaggio dall’immatricolazione alla ricerca del lavoro.

I temi predetti saranno trattati dopo la presentazione nel corso del Convegno della XIV Indagine ALMALAUREA sul Profilo dei laureati che riguarda oltre 215.000 laureati nel 2011, usciti da 61 università partecipanti al Consorzio AlmaLaurea. Dai risultati di quest’ultima si evince che quasi tutti (il 94%) hanno concluso un corso di laurea che si inserisce nell’ordinamento “3+2” introdotto a partire dal 2001; fra questi laureati circa 120 mila hanno concluso un corso di primo livello e oltre 80 mila hanno ultimato un corso di secondo livello.

La profonda crisi dell’economia italiana, di cui  nel corso dell’ultimo anno si sono consolidati i segni, ha influenzato senza dubbio  il sistema universitario, sia sul piano dei finanziamenti diretti, sia sul piano delle opportunità lavorative dei giovani più qualificati.

Esortare i giovani a investire in formazione, promuovere la cultura della valutazione, migliorare l’interazione fra università e mondo della produzione, ridefinire l’offerta formativa per chi è già stabilmente inserito nel mercato del lavoro sembrano, pertanto, obiettivi di gran lunga più difficili da raggiungere rispetto ad alcuni anni fa, ma assolutamente non meno indispensabili.

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