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23 maggio 2012

L’Italia solidale passa anche per la scuola

Le tragedie, spesso, fanno venire fuori il meglio di noi. Non so bene se questo sia un pregio o meno: forse dovremmo dare sempre il meglio di noi e non solo quando ci sia qualcosa di eclatante che ci spinge a farlo, ma comunque, si certo: meglio di niente. E quindi io farei un grande applauso al preside dell’istituto tecnico commerciale di Torino “Germano Sommeiller”, Raffaele Moretto, il quale ha proposto di co-intitolare per una settimana tutte le scuole superiori di Torino “Morvillo-Falcone”, in omaggio alla vittima e ai feriti nell’attentato di Brindisi.

La motivazione viene dalle parole dello stesso Raffaele Moretto: ”Quello che è successo a Brindisi tocca ciascuno di noi: è stata un’efferata azione ai danni di giovani che tutte le mattine con impegno e sacrificio si recano a scuola”.

Spesso chi scrive, scrive di cose che sono più grandi di lui; e spesso che legge, legge di cose che sono più grandi di lui. Ecco: questa cosa è più grande di me: non saprei da dove cominciare per “parlare” di quello che è successo a Brindisi. Forse perché più che parlarne, dovremmo recepirne il senso: in fondo la vita è bella, qualsiasi vita sia. Basta che sia vita. Questo deve essere chiaro. Purtroppo ci rendiamo conto di quanto la vita, intesa come il fatto che siamo vivi, sia importante, solo quando davanti ai nostri occhi vediamo scene di crimini che non vorremmo mai vedere. E invece no: ogni giorno, quando usciamo da casa, dobbiamo essere felici di essere vivi.

Non so se sarà accolta questa proposta: fatto sta che è oggettivo che sia una bella proposta, perché farebbe pensare a tutte le migliaia di studenti che ogni giorno vanno a scuola, che devono essere felici e ringraziare il Cielo per avere la possibilità, ancora una volta, di tornare sui banchi di scuola.

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