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23 Maggio 2012

Niente buono scuola in Sicilia, almeno per ora

In tempi di crisi, e questo come tutti sappiamo è un tempo di crisi, a rimetterci è, purtroppo, anche la scuola. In questo caso siciliana: la commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana, infatti, ha approvato all’unanimità, in sede di determinazione dei Fondi globali e di gestione delle risorse siciliane, di destinare i fondi in teoria riservati all’erogazione del cosiddetto buono scuola, quasi 6 milioni di euro nel 2012, ad altri obiettivi prioritari.

L’assessore all’Istruzione, Mario Centorrino, ha poi specificato che: “ Sicuramente e con certezza è ferma intenzione del governo quella di ripristinare, non appena possibile, i fondi e adoperarsi affinché i pagamenti degli anni precedenti siano effettuati con la massima sollecitudine”. Affermazioni importanti, quelle dell’Assessore, che lasciano capire come la Sicilia non abbia detto “addio” ai buoni scuola, ma gli abbia detto solo: “arrivederci”.

Una speranza viva, quindi, che fa tornare il sorriso, in prospettiva, a tutte quelle famiglie alle quali avrebbe fatto tanto comodo un buono scuola. Quest’ultimo è sostanzialmente un aiuto economico per le famiglie più bisognose, per tutte quelle famiglie nelle quali 50 euro in più o 50 euro in meno al mese non vogliono dire qualcosa: vuol dire tanto.

E così, anche i buoni scuola, si fanno da parte, o meglio: sono costretti a farsi da parte. L’importante, non lo dico io, ma lo dice tutta la Sicilia, è che questi quasi 6 milioni di euro siano ben spesi: in strade, debiti verso le imprese, reti idriche e fognarie, cultura, turismo, insomma in tutti quei settori che hanno bisogno di una spinta in una terra così bella così com’è quella siciliana.

Niente buoni scuola: non c’è problema, ma che almeno si faccia qualcosa di concreto, “tutto qui”.

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