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15 Maggio 2012

Nominati i quattro presidenti degli Ersu delle Marche

Nella mattinata del 14 maggio dalla giunta regionale delle Marche sono stati resi noti i nomi dei presidenti dei quattro cda degli Ersu , gli Enti regionali per il diritto allo studio. Gli incaricati sono: Marco Amagliani come presidente dell’Ersu di Ancona, Luciano Ramadori di Camerino, Maurizio Natali di Macerata, mentre l’Ersu di Urbino sara’ diretto da Giancarlo Sacchi.

Gian Mario Spacca, presidente della regione, che ha fortemente sostenuto e auspicato la realizzazione di un ente unico, ha affermato: “Sono atti dovuti per il rispetto della legge, ma resta forte il disagio per una riforma mancata in quanto i gruppi consiliari, ai quali in maggioranza e’ stata lasciata l’autonomia decisionale sul riordino degli enti, non hanno proceduto all’approvazione delle due proposte di riforma avanzate dalla Giunta regionale per il riordino dell’assetto organizzativo e il contenimento della spesa di questi enti, le proposte di legge n. 27 del 21 luglio 2010 e n.145 del 24 ottobre 2011“.

Il governatore ha aggiunto: “La mancata approvazione, da parte dei gruppi consiliari dell’Assemblea legislativa di tali proposte di riordino ha imposto alla Giunta regionale il rispetto della legge vigente e non modificata, ovvero la ricostituzione dei Cda Ersu e la nomina dei relativi presidenti entro i termini previsti dalla normativa, ossia il 15 maggio 2012. La Giunta regionale si augura che, a differenza degli Ersu, la proposta di riordino degli Erap sia approvata dai gruppi consiliari nella seduta di martedi’ prossimo dell’Assemblea legislativa“.

La notizia è stata appresa con una certa soddisfazione, invece, dal sindaco di Urbino Franco Corbucci, che è un fervido sostenitore dell’importanza dell’autonomia dell’Università Carlo Bo, che è la più grande della regione. Afferma Corbucci: “Urbino ha un patrimonio di collegi universitari, mense e infrastrutture che ha creato autonomamente, negli anni in cui Carlo Bo era rettore dell’Università di Urbino. La gestione di quel patrimonio è fondamentale per la città e il territorio ed è fondamentale che la gestione sia fortemente ancorata alla realtà locale”.

 

 

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