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11 Maggio 2012

Quasi amici: il film arriva nelle classi

Il film rivelazione di Olivier Nakache e Eric Toledano, “Quasi amici”, ha toccato il cuore di tutti fino ad essere utilizzato da alcuni insegnanti a scopo didattico.

Una storia ricca di luci e valori importanti non poteva restare nelle sale cinematografiche, doveva per forza arrivare nelle classi e soprattutto ai ragazzi che raramente scelgono la visione di un film come questo.

Attraverso questa pellicola viene ridato valore all’umana compassione intesa come manifestazione di un amore incondizionato che strutturalmente non può chiedere nulla in cambio.

Non si percepisce nessun velo di pietà tra i due protagonisti, che pur appartenendo a due mondi lontani e paralleli, si ritrovano sul sentiero dell’amicizia. Uno bianco l’altro nero, il primo può avere tutto nonostante sia paraplegico, il secondo ha poco o nulla, sono estranei e all’inizio poco importa l’uno dell’altro, ma il caso intreccia le loro vite ed insieme riscoprono il piacere di vivere e condividere.

Due uomini, quasi amici, per sempre uniti.

Un esempio straordinario per i ragazzi di quanto non conti la diversità fisica o psicologica tra due persone, quando c’è rispetto reciproco e fiducia.

Dimentichiamo che siamo tutti esseri umani e vorremmo essere trattati allo stesso modo da tutti. Non serve la pietà o l’ipocrisia, il mondo è già così arido. Quando scende la notte e la paura prende il sopravvento, solo la luce del calore umano può ridare speranza e conforto, illuminare gli occhi di chi ormai era perso nel buio.

È a scuola che gli studenti devono imparare ad amare e scoprire il valore della diversità. È fondamentale riuscire a relazionarsi con tutti superando i pregiudizi e i preconcetti e abbattendo le barriere della diversità.

La diversità non deve più essere considerata un fattore discriminante, ma un’occasione di crescita interiore.

A volte basta poco, basta aprire una finestra sul mondo, respirare per poi ritornare a vivere e accorgersi che anche quando la vita ci ha tolto tutto, alla fine ci restituisce sempre l’amore che abbiamo donato.

Malvida von Meysenburg ha detto: “L’amicizia non biasima nel momento della difficoltà, non dice con fredda ragionevolezza: se tu avessi fatto così o così. Apre semplicemente le braccia e dice: non voglio sapere, non giudico, qui c’e’ un cuore dove puoi riposare”.

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