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17 Maggio 2012

Rubare a scuola: succede anche questo

Succede anche questo, purtroppo. Alcuni giovani studenti, tra i 16 e i 19 anni, si sono introdotti, è proprio il caso di dire “furtivamente”, nell’Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III di via Duca della Verdura a Palermo, per rubare le monetine di alcuni distributori automatici presenti nella scuola. Quei distributori che tutti i giorni forniscono agli alunni e ai docenti caffè, merendine, patatine, bevande varie. Un magro bottino, sarebbe stato, forse 100 euro, forse 200 euro, comunque tanti a tal punto da far venire in mente a 4 adolescenti di distruggere i distributori al fine di prelevare il “malloppo”.

Come è andata a finire? Francesco Paolo Lucido, 19 anni, P.A., 17 anni, C.G., 16 anni, e H.H., 17 anni, sono stati arrestati dai carabinieri, avvertiti dal personale di una ditta di vigilanza privata che ha visto entrare i giovani nell’Istituto. Un fatto grave, abbinato, tra l’altro, a un altro furto altrettanto grave. I carabinieri hanno, infatti, poi trovato in via Maggiore Toselli due scooter di cui uno appartenente a uno dei ragazzi e l’altro rubato da Lucido, furto da lui stesso ammesso.

Furti di merendine alle 4 del mattino, scooter rubati: questo e purtroppo tanto altro è ciò con cui spesso devono fare i conti le forze dell’ordine. Comportamenti da condannare? Sicuramente. Ci mancherebbe altro. Ma tutti dovremmo chiederci sempre: perché quel fatto è stato compiuto? Cosa spinge 4 adolescenti a entrare a notte fonda in una scuola per distruggere alcuni distributori di merendine? Solo i 100 euro da spartirsi in 4? Non lo so. Da una parte sarebbe quasi meglio se fosse così, almeno il motivo è chiaro e non ci sarebbe un universo di problemi psicologici da scoprire in questi poveri ragazzi. Ma da un’altra parte sarebbe a dir poco allarmante. Andare in galera per 25 euro a testa. E spesso ci si va pure per 10 euro, magari anche per 5 euro. Anzi: spesso ci si ammazza per i soldi, o meglio, per non averne abbastanza.

Un grande in bocca al lupo a questi ragazzi: con la speranza che abbiano imparato la lezione.

 

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