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24 maggio 2012

Università e banche per la formazione dei giovani imprenditori. Ma il CAU non ci sta

OFF-Officine Formative“, a cura del gruppo Intesa Sanpaolo, dedicato connubio tra Università e imprese.

Il progetto “OFF” nasce con lo scopo formare alla cultura imprenditoriale studenti e laureati in cerca d’impiego, desiderosi di apprendere un metodo per sviluppare le proprie idee: offrendo loro un percorso formativo ad hoc, il progetto “OFF” si propone di guidare gli aspiranti “neo-imprenditori” nella creazione del proprio business.

Per accedere al percorso formativo, bisogna collegarsi al sito ufficiale di Officine Formative (www.officineformative.it) e indicare, nell’apposito form, la propria idea di business.

In seguito si prende parte al vero e proprio corso di formazione (qui il pieghevole con i dettagli), che si articola in due fasi: la prima comprende 8 moduli di formazione a distanza e 4 video-lezioni sulla business idea. La seconda consta di 8 week-end di seminari in aula e 6 settimane di stage a Milano.

La prima fase è gratuita e aperta a qualunque candidato; la seconda è selettiva e vi accedono gratuitamente solo i candidati che hanno proposto idee particolarmente valide (in alternativa, si possono acquistare i moduli mancanti per completare il pacchetto formativo).

Sembrerebbe di essere alla presenza di quel promettente connubio tra università e impresa già auspicato dall’ex ministro Gelmini che, circa un anno fa, dichiarava: «Dobbiamo sconfiggere la disoccupazione giovanile, favorire la competitività delle imprese; questo significa puntare sulla ricerca e sull’innovazione e tutto dipende dalla collaborazione tra il sistema della ricerca, dell’università e l’impresa. (…) L’importante è che non si cada in vecchi slogan come la privatizzazione dell’università; (…) non c’è alcun intendimento di privatizzare un’istituzione che necessariamente è pubblica. Si tratta solo di trovare le sinergie necessarie» («Il Secolo d’Italia», 13. 05. 2011).

Lo stesso ministro Passera, in occasione di una visita all’Università Cattolica di Brescia nel marzo 2012, ha detto: «La priorità dello sviluppo e del lavoro: investire nella formazione e nella ricerca. (…) Ci vogliono strumenti tecnici e culturali diversi dal passato per capire la realtà e agire di conseguenza». Università, scuola, agenzie formative devono oggi fornire questi strumenti agli studenti: «La classe dirigente del futuro deve imparare a maneggiare questo mondo complesso».

Ma il CAU (Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli), che ha fatto delle parole «L’università non deve essere un’impresa» il proprio slogan, chiama gli studenti a un incontro previsto il 28 maggio, alle ore 11 ancora presso il Palazzo Mediterraneo, per discutere del nuovo partner che affianca l’università nella formazione dei giovani: si tratta di «Banca Intesa, di cui il “tecnico” Passera– ora ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti- è stato amministratore delegato fino alla nomina a ministro».

Nel mirino del CAU, innanzitutto, il seminario di presentazione del progetto “OFF”: «Non è pubblico e aperto a tutti gli studenti, (…) vuole mostrare, in un momento di profonda crisi dell’Italia e dell’Europa, che le banche- additate come i nemici e gli artefici della crisi- hanno un volto buono e possono aiutarti a realizzare il tuo sogno».

Tra le preoccupazioni del Collettivo Autorganizzato Universitario spicca la scarsa considerazione, proprio da parte delle istituzioni e delle banche, delle difficoltà di tantissimi giovani nel trovare denaro da investire nelle proprie iniziative imprenditoriali: «Non vi preoccupate se non si dispone di un capitale di partenza! I soldi li mettono le banche, basta chiedere un comodissimo prestito da restituire a tassi d’interesse alti. E se l’attività fallisce?».

In queste domande allarmate si sentono la delusione e la diffidenza di tanti studenti nei confronti del governo, lo stesso governo- continuano i membri del CAU – che «sta dividendo tra meritevoli e non meritevoli, fra virtuosi e non virtuosi, privilegiati e non privilegiati con l’abolizione del valore legale del titolo di studio, con cui si classificano ufficialmente gli atenei in università di serie A e serie B».

Saranno troppo guardinghi gli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario, con la loro demonizzazione tout-court delle banche, oppure le loro proteste danno voce a una diffusa insofferenza giovanile che si tenta di lenire con l’ennesima proposta di percorso formativo post-lauream?

Nel frattempo, se s’intende partecipare al seminario, i cui posti disponibili sono limitati, ci si può iscrivere inviando una mail di prenotazione con i propri dati (nome, cognome, numero di matricola e recapito telefonico, specificando se si è laureandi o laureati) a oru@unior.it entro il 27 maggio 2012.

 

 

 

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