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6 giugno 2012

Appunti, la tecnologia pensa anche a questo

Prendere appunti durante le lezioni è una vera è propria missione impossibile. Tante sono state le soluzioni cercate, dal cartaceo ai file audio, ma spesso i contro riscontrati sono stati maggiori dei pro. Ma ancora una volta la tecnologia arriva in aiuto degli studenti.

IL PASSATO– In principio furono  penna e fogli, che misti ad un gran spirito d’iniziativa, attenzione e intraprendenza nello scrivere, ad essere i compagni di tanti studenti universitari in quell’avventura suicida denominata “ prendere appunti”. Vuoi per la grandezza dell’aula che non facilita l’ascolto, la velocità con cui molti professori portano avanti le loro lezioni o quel mostro tanto temuto, “ la distrazione” , celato dietro ogni angolo, cercare di portare a casa appunti di lezioni soddisfacenti e soprattutto  leggibili, non è mai stata un impresa da poco. Le abbreviazioni, schemi e mappe concettuali, utilizzate dagli studenti per tenere il passo con i professori, non sempre sortiscono l’effetto voluto, rendendo ancora più incomprensibili, pagine e pagine di quaderni di per se già paragonabili a geroglifici egiziani.

IL PRESENTE- Poi arrivò la tecnologia che rese più facile, almeno in parte, questa temuta pratica sadomaso. Con l’invenzione dei mini registratori portatili, gli studenti hanno visto al loro attivo un invenzione facile da utilizzare ed economica. Un semplice paio di batterie cariche o , visti i tempi moderni, un telefonino di ultima generazione, hanno rischiarato la buia giornata di molti studenti, alla quale bastava e basta premere il tasto “rec” e appoggiare il registratore in questione sulla cattedra del prof, per riuscire a portarsi a casa un intera ora di lezione. Ma anche questa di soluzione ha presentato i suoi contro. Per quanto riguarda i telefonini, nonostante la loro tecnologia avanzata, la funzione di registrazione presenta una durata nettamente inferiore a quella dello svolgimento di una qualsiasi lezione. Quindi per poter registrare il tutto bisogna suddividere la lezione in diversi file audio, con consecutiva perdita di alcune informazioni. Per quanto riguarda invece il “registratore tradizionale” il bello viene dopo. Il file audio infatti da solo non basta, bisogna comunque trascrivere il suo contenuto per poterlo studiare, con una consecutiva perdita di tempo non indifferente.

IL FUTURO-Ma la tecnologia ha pensato anche a questo, ed ecco arrivare sul mercato programmi per la trascrizione automatica di file audio o applicazioni pensate apposta per gli studenti in crisi. Basta aprire google, o qualsiasi altro motore di ricerca e digitare le parole “ trascrizione file audio” , per avere a vostra disposizione una vasta gamma di programmi free e non, da poter istallare sia sul vostro pc che sul telefonino cellulare.  Tra questi i più accreditati dagli utenti sono:

-Listen N write-  Disponibile a questo link , Listen n Write, anche in versione portatile, il programma presenterebbero un utile interfaccia editor di testo , che visualizzato insieme al player evita all’utente di dover passare da una finestra ad un’altra.

– MacSpeech scribe-  Sviluppato specificatamente per elaborare la trascrizione di file contenenti voci registrate supportando una grande quantità di formati come: .wav, .aif, .aiff, .m4v, .mp4, and .m4a.

Se alcuni dei programmi reperibili su internet, risultano essere in fase di perfezionamento, altri sono operativi al 100% e rappresentano un validissimo aiuto non soltanto per studenti universitari, ma per chiunque lavori nel campo delle comunicazioni e “trascrizioni”.

Ancora una volta la tecnologia arriva in aiuto dei poveri studenti.Chissa che un giorno non inventino  un applicazione che ci aiuti anche con gli esami.

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