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30 giugno 2012

Bat: la nuova Lum, non s’ha da fare….

Sta facendo discutere l’arrivo della nuova sede della Libera università Lum Jean Monnet nella giovane provincia Bat (Barletta-Andria-Trani). Inaugurazione prevista a settembre, la succursale della centrale situata a Casamassima, ospiterà i corsi di Economia e Giurisprudenza.

A contestare la nascente sede universitaria studenti, università pubbliche e sindacati. Ecco il nodo della questione: finanziamenti pubblici, erogati ad una università privata. La Lum, infatti, ha beneficiato dei fondi del Patto Territoriale Ofantino e della Provincia Bat: si tratta di 700.000 euro, più mezzo milione di euro di fondi pubblici, destinati ad un ente privato.

Qualcosa evidentemente non quadra: in un momento di profonda crisi e tagli smisurati all’istruzione, in cui numerosi istituti scolastici della provincia richiederebbero misure revisionali e di messa in sicurezza, il finanziamento della Provincia ad una struttura privata ha il sapore di una beffa, difficile da digerire. Il rettore della Lum, Lello De Gennaro, da parte sua, replica alle accuse dichiarando che si tratta di fondi da impiegare in borse di studio, destinate a studenti meritevoli per reddito e profitto. Borse di studio da 2.500 euro l’una, quasi un sogno per gli studenti delle università pubbliche pugliesi.

Altra importante questione sarebbe, poi, l’impossibilità di poter espletare docenze ed esami presso la nuova sede: “sarebbe illegale” –a causa della mancanza della legiferazione necessaria prima dell’apertura di una nuova università- sentenzia l’ assessore regionale al Diritto allo studio, Alba Sasso. Si tratterebbe dunque, di una sede con compiti di semplice tutoraggio, non di una vera e propria università.

Intanto, i presidi delle università pubbliche chiedono chiarezza in merito alla legittimità dell’accordo Provincia-Lum, gli studenti della Rete della Conoscenza dichiarano di essere stati “privati del diritto allo studio” e i rappresentanti sindacali parlano di “scelta politicamente inopportuna“: gli atti sarebbero già al Ministero.

Tutti contro la Lum, insomma, e la Lum contro tutti, che, per tutta risposta, annuncia di voler querelare l’assessore Sasso per diffamazione, rea di aver appellato la nuova sede quale “Cepu della Bat“…

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