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17 giugno 2012

Bocciato a scuola, i genitori lo prendono a cinghiate

E’ successo a Genova: i genitori sono stati denunciati, il ragazzino bocciato è anche sotto shock

Bocciato a Scuola

Bocciato a Scuola

Un muratore di 44 anni e una casalinga di 42, ecuadoriani e residenti nella zona Manina di  Genova, hanno brutalmente picchiato a calci, pugni e cinghiate il figlio di 14 anni. Il motivo? Non era stato ammesso agli esami di terza media.

La violenza, secondo una ricostruzione dei carabinieri, è iniziata non appena il ragazzo ha confessato la bocciatura, considerata imperdonabile dai genitori. Nel tentativo di sottrarvisi il quattordicenne ha raggiunto il terrazzo dell’edificio, dal quale ha richiesto aiuto a gran voce al vicinato, che ha immediatamente allertato l’arma e il 118.

Il giovane è stato prontamente ricoverato d’urgenza nell’ospedale Gaslini di Genova, dove è ancora trattenuto sotto osservazione a causa dei  traumi e delle numerose ecchimosi ed escoriazioni diffuse  sul corpo, oltre che per l’evidente stato di shock in cui versa.

I due genitori sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Portoria per maltrattamenti in famiglia e abuso dei mezzi di correzione, reati di cui dovranno rispondere.

Un episodio simile,  fortunatamente forte solo sul piano simbolico, si è verificato anche a Rovigo, dove una coppia albanese ha stracciato la pagella che sanciva la bocciatura del figlio dodicenne sotto gli occhi atterriti delle professoresse, spaventate dalle urla che rivolgeva al bambino. Urla che tuttavia non sono sfociate – almeno in questo caso – in un massacro.

Sembrerebbe che i genitori siano realmente interessati alla riuscita della carriera scolastica dei loro figli, data la portata delle loro reazioni davanti al fallimento di essi. Resta da chiedersi – e la domanda è retorica – se durezza e violenza siano il modo migliore per manifestare il proprio riguardo e se gesti di questo genere possano effettivamente educare i ragazzini e lasciare loro un insegnamento da seguire.

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