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27 giugno 2012

Dionigi a Ravenna: pronti per l’autunno

Si è concluso al Dipartimento di Conservazione dei beni culturali il tour delle sedi distaccate dell’Alma Mater.

La fine dell’estate porterà con sé la rivoluzione Alma 33, che cambierà completamente l’assetto dell’Università più antica dell’Occidente: da 72 dipartimenti a 33, da 23 facoltà a 11 scuole tecnico-tematiche. Prima dell’avvio dei lavori, previsti per questo settembre, Ivano Dionigi ha deciso di visitare tutti i Poli che compongono il Multicampus dell’Alma Mater, e a inizio mese è stata la volta di Ravenna.

Una parata di grandi nomi all’evento: oltre al rettore Dionigi, erano presenti anche i prorettori Emilio Ferrari e Guido Sarchielli, il vicepresidente della Provincia Gianni Bessi, per Ravenna il sindaco Fabrizio Matteucci e il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, da Faenza il sindaco Giovanni Malpezzi. Anche la Fondazione Flaminia ha inviato il suo presidente Lanfranco Gualtieri con Glauco Cavassini e Massimo Ricci Maccarini, che hanno ricordato l’apporto dell’ente «nell’organizzazione di seminari e convegni, del sostegno alla formazione post laurea, dell’attivazione di progetti di mobilità internazionale, borse di studio, borse lavoro e assegni di ricerca per neolaureati e studenti». (fonte)

Il Dipartimento dove si è tenuto l’incontro sarà il punto focale dei cambiamenti che partiranno da settembre: in via Ariani, infatti, verrà creata la Vicepresidenza della Scuola in Lettere e Conservazione dei Beni Culturali, che diventerà operativa con l’inizio della riforma, e che comprenderà una Laurea a ciclo unico in Restauro, un corso a numero chiuso abilitante alla professione di restauratore.

Entro il 2012 verrà anche ultimata la Cittadella Universitaria in via Mariani, i cui lavori inizieranno nelle prossime settimane, con la realizzazione della piazza-cortile e la sistemazione del complesso di Palazzo Corradini e Palazzo dei Congressi: si opererà per un «ampliamento degli spazi destinati sia alla biblioteca universitaria sia all’informatizzazione dei servizi bibliotecari e alla creazione di postazioni internet. Si creerà una vera e propria corte universitaria, con servizi all’aperto in estate e nuove sale a disposizione per le associazioni degli studenti. […] Ma la Ravenna universitaria è ambiziosa e guarda alla dotta Bologna sognando in grande stile: Prevediamo – continua Mingozzianche la realizzazione di un bar e di un punto di ristoro, al servizio sia degli studenti che degli spettatori della programmazione cinematografica del centro congressi. Mi auguro che su quest’idea di uno spazio caffè letterario e luogo di animazione, sul modello delle Scuderie di Bologna, sia possibile una collaborazione pubblico-privato che renda la gestione valida anche sotto il profilo economico e imprenditoriale». (fonte)

Se sulla carta l’Alma Mater è già una rete di poli collegati tra loro, Ivano Dionigi chiarisce subito che «solo attraverso la valorizzazione delle identità e specificità territoriali il Multicampus potrà concretamente prendere vita», proprio come è stato a Reggio Emilia per il Tecnopolo, e come a Ravenna lo è la proficua collaborazione tra lo scalo portuale e la facoltà di Ingegneria. Il sindaco Matteucci e il vicesindaco Mingozzi sottolineano con orgoglio gli importanti successi che Ravenna ha conseguito come università e come città: «Abbiamo ormai raggiunto i quattromila studenti e quasi duecento docenti sono impegnati quotidianamente nei nostri corsi di laurea; il rapporto con il sistema delle imprese è eccellente, come dimostra il numero dei contratti di stage e di formazione lavoro attivati a meno di un anno dal conseguimento della laurea. Per questo l’interesse che l’università conferma in questo incontro è la riprova che sia la ricerca scientifica attuata a Ravenna che l’integrazione dell’università con l’economia e la società civile hanno raggiunto livelli di eccellenza per i quali si può a buon diritto parlare di Ravenna città universitaria a tutto campo».

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