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17 giugno 2012

Diritto e Cinema, chiusura con Michele Placido

Ultimo appuntamento con la rassegna “Il Cinema legge il Diritto”, un’iniziativa che si è sviluppata negli ultimi 2 mesi e che ha fatto sì che la facoltà di Giurisprudenza e quella di Lingue e Letterature Straniere, così diverse dal punto di vista dei contenuti didattici, potessero trovare punti di contatto attraverso la proiezione di alcuni film apprezzabili non soltanto sotto l’aspetto tecnico-formale, ma che rappresentassero anche lo spunto per una riflessione giuridico-normativa.

Dopo un paio di rinvii nelle scorse settimane, è arrivato finalmente il turno della proiezione di “Un eroe borghese”, film realizzato nella metà degli anni ’90 da Michele Placido e tratto dal romanzo omonimo di Corrado Stajano. La trama narra la storia tristemente nota dell’Avvocato Giorgio Ambrosoli, che all’inizio degli anni ’70  viene nominato Commissario Liquidatore delle banche di Michele Sindona. Ambrosoli, interpretato nel film da Fabrizio Bentivoglio, inizia ad esaminare tutte le operazioni che il banchiere siciliano Sindona aveva effettuato e da quest’accurata analisi emergono gravi irregolarità e numerose falsità nelle scritture contabili.

L’avvocato Ambrosoli comincia ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione, ma con l’aiuto anche del maresciallo Novembre, prosegue le indagini fino a quando la sera dell’11 luglio 1979 viene ucciso sotto casa, a colpi di pistola, da un killer ingaggiato da Sindona.

Al termine della proiezione c’è stato l’incontro con Michele Placido, che in questo film non solo cura la regia, ma interpreta anche il ruolo del maresciallo della Guardia di Finanza, Silvio Novembre. Con l’attore e regista pugliese si sono affrontati svariati temi; le difficoltà nella realizzazione di questo film sono state molte, anche perchè esso rappresenta una vera e propria denuncia in cui si fanno nomi e cognomi. Ambrosoli sapeva benissimo a cosa andava incontro, sapeva che con le sue indagini e con la sua estrema integrità morale avrebbe corso notevoli rischi.

Ma ciò nonostante è andato avanti con il lavoro, e  il suo zelo professionale non è stato sufficientemente riconosciuto da parte dello Stato che lo ha lasciato solo dall’inizio, con l’assegnazione di quell’incarico che l’articolo 198 della Legge Fallimentare prevede che venga assegnato a 3 commissari nei casi in cui l’importanza dell’impresa lo consigli, durante la sua attività d’indagine non gli è stata accordata alcuna protezione, ai suoi funerali non ha presenziato alcuna autorità pubblica e qualche tempo dopo c’è stata anche un’uscita poco felice di Giulio Andreotti, che ha definito Ambrosoli, “uno che se l’andava cercando”.

Anche la famiglia dell’avvocato milanese dopo qualche iniziale perplessità sull’effettiva necessità della realizzazione di questa produzione, ha acconsentito affinchè il film vedesse la luce, dando a Placido e Bentivoglio qualche utile consiglio che contribuisse a delineare meglio la personalità del protagonista.

Questo prodotto cinematografico è la dimostrazione che è possibile trovare un giusto compromesso tra cinema popolare e cinema civile, quindi proporre un lavoro che possa soddisfare una vasta platea di pubblico, ma che abbia anche un importante valore contenutistico. Il problema, come dice Placido, ma non solo, è che non vengono date le giuste opportunità a questo tipo di produzioni che rischiano di andare a toccare nervi scoperti nella storia degli ultimi 40 anni del nostro Paese.

Secondo il parere del regista, anche i tanti film su Falcone e Borsellino che vediamo spesso in tv, non osano andare al di là della storia che noi tutti conosciamo, conclusasi con le stragi di Capaci e di via d’Amelio, e ciò perchè se cercassero di raccontare anche altri aspetti, magari oscuri alla maggior parte delle persone, che potrebbero rivelare nuovi sospetti sui rapporti tra Stato e mafia, allora anche questi film molto probabilmente non riceverebbero più alcun finanziamento economico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Anche per questo, Michele Placido è al lavoro per un film che uscirà nei prossimi mesi in Francia, che da questo punto di vista offre sicuramente più opportunità e contemporaneamente sta preparando “Re Lear”, una delle più importanti tragedie di Shakespeare, che dal prossimo inverno gli permetterà di girare i più importanti teatri d’Italia, tra cui anche quello di Salerno e magari quella sarà l’occasione per rivederlo anche nel Campus universitario di Fisciano.

 

 

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