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26 giugno 2012

E’ molto elementare…

Abbiamo affrontato in alcuni articoli precedenti i diversi modelli di famiglia che esistono secondo il punto di vista della Psicoterapia Strategica Breve di Giorgio Nardone, e ci siamo resi conto di quanto la relazione che esiste tra i genitori e i figli costituisca il fondamento di qualsiasi definizione di famiglia.

Ora, ci preme invece affrontare in linea generale il significato psicologico ed antropologico sotteso a questa relazione, evidenziando il nostro accordo con Bert Hellinger, noto psicoterapeuta tedesco, già da molti anni famoso in Germania per il suo costante ed importante lavoro svolto sulle costellazioni famigliari.

Questo autore, nel suo Riconoscere ciò che è (2004) afferma che esiste una netta differenza fra il concetto di legame e quello di relazione (Hellinger B., 1996, Anerkennen, was ist. Ges präche über verstrickung und lösung, Kösel-Verlag GmbH & Co., München, trad. it., 2004, Riconoscere ciò che è. La forza rivelatrice delle costellazioni familiari, Feltrinelli Edizioni, Milano).

Il legame è qualcosa di molto più vincolante rispetto alla relazione, come può accadere vivendo un legame che non contempli la relazione, come nel caso delle violenze personali o di una vita vissuta all’insegna della coercizione. Per esempio, si considerino i legami che si stabiliscono all’interno del carcere, i quali non necessariamente possono definirsi relazioni, specialmente nel caso dei legami tra carcerati e polizia giudiziaria.

Secondo questa differenziazione, che giudichiamo importante nel definire la qualità della vita umana, una relazione che non preveda un legame è destinata a terminare entro un breve lasso di tempo, mentre una legame che contenga una relazione può durare molto più a lungo. Inoltre, in questo ultimo caso, intervenendo la dimensione dell’intimità sentimentale, i membri di una coppia sono in grado di sopportare meglio anche una lontananza geografica, che a volte si impone per contingenze varie.

Detto questo, all’interno di un rapporto di coppia, la formula vincente di legame da comunicare ai figli, è quello basato su di una relazione positiva all’interno della quale i figli siano in grado di vedere i genitori per quello che sono, ossia tendenti a fare di tutto per tramandarela vita, con i suoi significati.

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Considerare e valutare i propri genitori, processo cognitivo che acquista la sua forza durante l’adolescenza, significa essere in grado di allontanarsi da azioni di disprezzo oppure di adulazione, che falserebbero il legame genitori-figli.

Infatti, quando siamo in presenza di questa mistificazione, i figli non sono nelle condizioni di valutare i propri genitori nel loro insieme, ossia come fossero una fusione di positivo e negativo, arrivando in futuro a rappresentare nella loro vita futura proprio ciò che dei genitori disprezzano. Sembra che si verifichi qualcosa di strano, ossia che “quanto più uno rifiuta i propri genitori, tanto più tende ad imitarli” (Hellinger B., 2004:120).

Nel caso dell’adulazione, i figli non riusciranno quasi mai a raggiungere il livello a cui hanno posto i genitori e si sentiranno costantemente inadeguati, con la formazione di un sentimento dell’autostima particolarmente basso, debole e fragile.

Si prenda ora come esempio, il fatto che nella vita politica di una nazione ogni personaggio pubblico diventa un modello di riferimento, particolarmente efficace per l’esercizio del ruolo che egli occupa.

Se in passato, uno degli atteggiamenti prevalenti della popolazione di una nazione ha supervalutato i comportamenti di un leader politico, oppure religioso, in modo tale da costruirsi l’idea che in lui abitasse una perfezione quasi raggiunta, la scoperta oggi di modelli che tradiscono questa illusione, in modo sempre più evidente, comporta un risultato quasi devastante nella mente umana: la sensazione di essere completamente orfani e soli.

Ritengo che noi si stia vivendo questo tipo di situazione mentale generalizzata, all’interno della crisi dell’eurozona, e che dunque i fenomeni movimentistici attuali che tendono a disprezzare, come pure ad ipervalutare, saranno esattamente quelli che fra qualche anno rappresenteranno la nostra prossima delusione…

Ecco perché il ruolo della famiglia e della scuola, nel formare menti relativamente equilibrate, diventa sempre più importante e molto di più di qualsiasi carriera possibile ed immaginabile.

Il tutto è molto elementare, eppure sembra utile ribadirlo…

Alessandro Bertirotti

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