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22 giugno 2012

Fondi al merito, il Politecnico di Torino si conferma in testa

Torino, non c’è due senza tre: il Politecnico è di nuovo il più premiato dai finanziamenti meritocratici elargiti dal Ministero dell’istruzione.

Trattasi dei cosiddetti fondi di merito, una risorsa essenziale (specie in periodo di crisi) la cui assegnazione tiene conto di una graduatoria aggiornata di anno in anno, nella quale rientrano 54 università; in base a questa classifica viene infine decretata la distribuzione degli stanziamenti previsti dal “concorso”.

Per i vertici del Politecnico torinese il riconoscimento non è d’altronde una novità: l’ateneo si era già piazzato in cima alla classifica nei due anni precedenti, ed è ora riuscito nell’impresa di centrare un magnifico tris.

È ovvio che per ottenere il compenso occorre soddisfare determinati requisiti, il che a maggior ragione sottolinea gli standard raggiunti dal Politecnico, insieme alla capacità di conservare una determinata “continuità di rendimento”.

Fa specie constatare che i criteri adoperati per la redazione della classifica sono come al solito quelli presi di mira più di frequente dai tagli ministeriali: didattica e ricerca.

Da rilevare il peso specifico non indifferente degli studenti: è stato anche in base agli iscritti in regola con i propri esami e CFU (nonché alla facilità con cui i neolaureati hanno trovato lavoro) che gli atenei hanno avuto l’opportunità di scalare o meno la graduatoria.

Un ruolo importante è stato conferito ai progetti scientifici realizzati dai singoli atenei, ed in questo senso si è tenuto conto anche del numero di docenti/ricercatori che vi hanno preso parte; un occhio di riguardo è stato inoltre riservato a quelle università che hanno saputo meritarsi gli ambiti finanziamenti UE.

Il “premio” è stato assegnato in base alle diverse percentuali sul Ffo (fondo di finanziamento ordinario) che spettava ad ogni ateneo. In tutto, la quota-premio ammontava a 910 milioni (309 per la didattica, 601 per la ricerca), ovvero il 13% del finanziamento complessivo (7 miliardi).

Dei 125 milioni stanziati per l’anno 2012, il Politecnico ha saputo accaparrarsene oltre 26 di premio, pari al 20,9% del totale. Da notare che La Sapienza (Roma) e l’università di Bologna ricevono in realtà introiti ben superiori (67 e 63 milioni), ma le percentuali sullo stanziamento iniziale calano drasticamente (12,93% e 16,30%).

Veniamo alle note dolenti: esaminando la classifica, si osserva che sulla scia del Politecnico di Torino si piazzano quello milanese e la Ca’ Foscari di Venezia. Ciò che salta all’occhio, e per certi versi sconcerta, è il dominio totale del nord nelle prime posizioni (alle tre che si dividono il podio vanno aggiunte le varie Bologna, Pavia, Verona, Ferrara, Udine).

Arrancano il centro ed in particolare il sud, che piazza a malapena l’Università Mediterranea di Reggio Calabria al 19° posto (assieme all’ateneo di Tor Vergata, giunto ottimo , l’unico del centro-sud nelle prime venti posizioni), ma annovera purtroppo tra le sue file i tre fanalini di coda (Messina, ultima con uno striminzito 9,03% pari a 14 milioni, Palermo, Catanzaro).

L’assegnazione dei fondi per l’anno precedente (per cui si era dovuto attendere dicembre 2011) era stata già di per sé contraddistinta da alcune polemiche sui criteri di distribuzione del denaro utilizzati dal Miur.

Ora, a fronte di una classifica così sbilanciata verso il nord (al di là degli effettivi meriti da riconoscere agli atenei settentrionali), è facile prevedere nuovi mal di pancia.

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