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2 giugno 2012

Francia: Vincent Peillon riforma la scuola francese

Il ministro dell’Istruzione annuncia il potenziamento del corpo e del sistema scolastico.

François Hollande, neo eletto premier francese,  aveva promesso in campagna elettorale l’assunzione di ben 60.000 professori, affidando la delicata questione a Vincent Peillon.

Storico membro del partito socialista e deputato europeo, il novello ministro dell’Educazione Nazionale si è immediatamente dimostrato all’altezza del compito per cui è stato designato, proponendo una riforma drastica del sistema educativo francese.

Già a metà mese Peillon aveva manifestato la volontà di migliorare il sistema scolastico a partire dalla reintroduzione dei cinque giorni a settimana nelle scuole elementari, ridotti a quattro sotto la gestione Sarkozy.  Ma è stato durante il terzo Consiglio dei Ministri, avvenuto il 30 Maggio, che il progetto di cambiamento elaborato dal Ministro socialista ha assunto la forma di una seria rivoluzione della scuola francese,  difficile quanto necessaria.

I primi due punti della Riforma, come illustrato durante il Consiglio, riguardano la scuola primaria, che secondo dati ufficiali subirebbe maggiormente le carenze del sistema vigente.  Nel particolare il Ministro ha proposto l’ assunzione di 1.000 nuovi maestri, in seguito ad un corso di formazione,  e l’aumento del numero degli insegnanti di sostegno, affinché gli studenti in difficoltà vengano supportati e sia possibile arginare il fenomeno allarmante del bullismo, che si abbatte principalmente sugli studenti portatori di handicap.

Nel complesso si tratta della creazione di 3.000 nuovi posti di lavoro. Ai due punti si aggiungono le proposte di un potenziamento dell’insegnamento della lingua francese alle elementari e l’introduzione di “Écoles supérieures du professorat et de l’ Éducation“, ovvero di scuole di formazione per professori ed insegnanti.

Il fine di Peillon non è unicamente un rilancio della cultura e della scuola che coinvolga in egual misura studenti e professori, ma è anche un rilancio dell’economia francese, dal momento che il progetto prevede il riassorbimento degli insegnanti rimasti disoccupati in seguito ai tagli effettuati dall’amministrazione Chatel-Darcos.

In tal modo il Governo Hollande spera di attenuare le tensioni e migliorare, partendo proprio dai banchi di scuola, la situazione francese.

E’ un disegno lungimirante e intelligente, non c’è che dire.  I dibattiti in proposito non mancheranno, così come la determinazione del nuovo Ministro dell’Educazione Nazionale per concretizzare i suoi propositi. Resta solo da vedere in che misura e in quale modo l’intento riformatore che sta travolgendo la Francia si realizzerà effettivamente.

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