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15 giugno 2012

Giovani ed ebook ancora lontani: poco usati nello studio

Si è concluso il concorso È-book, di cui vi avevamo già dato notizia all’inizio di Marzo in questo articolo. Indetto dall’AIE (Associazione Italiana Editori), “è-book” è una gara di slogan da adottare per una collana di libri elettronici: a proporli sono stati 2.196 universitari che hanno partecipato all’iniziativa iscrivendosi on-line e compilando un questionario sul rapporto tra giovani e nuove tecnologie.

Attraverso questo progetto, l’AIE vuole incentivare la lettura tra i giovani ed indagare quanto gli studenti adottino le nuove tecnologie nello studio. A margine della premiazione dei 10 slogan vincitori (leggi qui), tenutasi lo scorso 23 Maggio all’Università La Sapienza di Roma, sono stati presentati anche i risultati dei test.

A partecipare all’iniziativa sono stati per lo più studenti di corsi di laurea triennale presso atenei del centro e del nord-ovest, per cui occorre sottolineare che i dati rilevati non rappresentano la totalità degli universitari italiani, ma solamente quelli che hanno aderito all’iniziativa. Ad emergere in primis è la tendenza ad usare le nuove tecnologie come strumenti di socializzazione piuttosto che di studio: l’86,9% degli intervistati possiede infatti un profilo Facebook, il 40,8% ne ha uno su Twitter, mentre solo l’11,4% utilizza Anobii, un social network frequentato dagli appassionati di lettura.

Il computer è il dispositivo elettronico posseduto dalla quasi totalità degli studenti che hanno aderito al concorso. La metà utilizza anche lo smartphone, mentre le percentuali calano per quanto riguarda altri dispositivi meno diffusi: solamente il 13,5% infatti usa un tablet e l’11,5% un eBook Reader.

L’ebook fatica ancora ad imporsi tra gli studenti come mezzo per lo studio: I’81,4% dei testi utilizzati per motivi accademici sono prevalentemente di carta stampata, mentre solo il 19,9 % ricorre ai libri elettronici per approfondire un argomento. A parte i testi usati a fini didattici, dai questionari emerge che più in generale la lettura è ancora poco diffusa tra i giovani: solo il 22% degli intervistati legge al massimo 4 libri all’anno.

Forse la rivoluzione elettronica nelle scuole e negli atenei tarda ad arrivare perché docenti e professori sono ancora legati agli strumenti più tradizionali per la didattica; tra qualche anno però, se e quando i giovani di oggi, nati in mezzo alle tecnologie moderne, riusciranno a sostituirli ed ad ottenere le cattedre, sarà per loro più facile riuscire a trasmettere agli studenti il valore e i vantaggi che possono dare le tecnologie elettroniche nell’apprendimento delle discipline insegnate. Solo allora tablet ed ebook diventeranno la quotidianità per migliaia di studenti, sostituendosi ai libri stampati che troviamo ancora nelle aule oggi.

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