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24 giugno 2012

India: vietate le discriminazioni di casta all’università

La scorsa settimana, il governo indiano ha finalmente annunciato l’introduzione di un nuovo regolamento contro le discriminazioni di casta all’interno dei campus universitari: valutazioni di parte, emarginazione e minacce nei confronti di studenti provenienti da particolari fasce della società indiana non saranno più tollerate né occultate.

Gli studenti vittime delle discriminazioni, e i loro familiari, potranno appellarsi alle autorità universitarie per avere giustizia e il pieno riconoscimento dei loro diritti: ogni università indiana, infatti, è tenuta a creare un ufficio per le pari opportunità, che riceverà le rimostranze degli studenti e provvederà a valutare gli eventuali episodi di intolleranza entro un termine di due mesi.

Professori, personale accademico e studenti colpevoli di atteggiamenti discriminatori saranno puniti in base ai regolamenti interni alle università: le autorità indiane, tuttavia, hanno voluto sottolineare la necessità di una maggiore intransigenza nei confronti di questi fenomeni, soprattutto all’interno degli atenei.

L’intervento del governo nazionale si è reso necessario in seguito ai numerosi casi di suicidio tra gli studenti universitari, vittime di continue persecuzioni fisiche e psicologiche all’interno dei campus accademici. Molti studenti, infatti, avevano denunciato invano i comportamenti persecutori di professori e colleghi: segregazioni all’interno dei dormitori e delle mense, estorsioni, divieti di accesso a laboratori e sale di studio erano diventanti l’inquietante realtà quotidiana di tanti ragazzi, colpevoli di appartenere a caste ritenute socialmente inferiori.

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