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5 giugno 2012

La scuola sta finendo: si tirano le somme

Siamo ormai agli sgoccioli. Mancano pochissimi giorni e tutte le scuole italiane chiuderanno per le vacanze estive. Nella maggioranza delle regioni il termine dell’anno scolastico è previsto per il 9 giugno mentre i più “sfortunati” sono tenuti, almeno in teoria, a continuare fino al 16 giugno.

Conto alla rovescia –
Il countdown in vista dell’ultimo giorno di scuola ha inizio, però, già subito dopo le festività del primo maggio se non addirittura, per i più “impazienti”, dalle vacanze di Pasqua.
Un conto alla rovescia che interessa il mese di fuoco, maggio appunto, il mese che presenta una maggior densità di prove scritte ed interrogazioni.

Vuoi per superficialità dei docenti, vuoi per la pigrizia degli alunni, il mese di maggio è quello decisivo per tutti: per chi cerca di “salvarsi” nella speranza di essere promosso anche se con tre debiti da saldare, per chi, invece, fa di tutto per passare incolume all’anno successivo, aspirando al tanto ambito 6, e per chi, infine, desidera quel voto in più.

Tiriamo le somme – La disciplina protagonista di questo mese sembra essere la matematica, ma il motivo di ciò è molto più semplice e banale di quanto si creda: la matematica serve a fare i conti e, a maggio, la maggior parte degli studenti trascorre il tempo che intercorre tra lo studio di una materia ed un’altra a vaticinare improbabili medie e a calcolare le ore di assenza effettuate.

Le assenze – Questo è, difatti, uno dei fattori che più incide su un eventuale bocciatura. Esiste un numero di ore di assenza che è necessario non aver superato per essere scrutinati. Una tabella, pubblicata sul sito del quotidiano La Repubblica qualche giorno fa, mette in luce che i più “penalizzati” sono coloro che frequentano il liceo classico, scientifico o scienze umane: gli studenti iscritti al biennio dei suddetti licei non possono, ad esempio, superare le 233 ore di assenza.
Eventuali deroghe esistono per motivi particolari: motivi religiosi, partecipazione a gare sportive agonistiche, consistenti problemi medici.
Ancora, è la condotta, spesso a decidere le sorti di uno studente: il 6 in condotta è sinonimo di bocciatura.

Il debito – Il vero incubo degli studenti è, però, il debito. Già da ragazzini lo Stato ci vuole far capire che contrarre dei debiti nuoce gravemente alla salute. Il ragazzo che non ha raggiunto la sufficienza sarà costretto a trascorre l’estate, o buona parte di essa, a cercare di recuperare la materia in cui risulta non adeguato.
Tralasciando la discutibile ed ambigua rigidità con la quale questo meccanismo è messo in atto dalle scuole, c’è da dire che da quando il rimando è a luglio o a settembre, gli studenti ci pensano due volte prima di prendere una grave insufficienza: l’ idea di partire per le vacanze con i libri e i vocabolari come compagni di viaggio non piace a nessuno.
Insomma questi i piccoli grandi problemi degli studenti italiani, problemi che fino a 18 anni sembrano montagne insormontabili ma che poi, tutti noi, una volta superata anche solo la soglia dei venti, in un modo o in un altro, rimpiangiamo con nostalgica malinconia.

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