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13 giugno 2012

Legge 150 e comunicazione pubblica: che futuro per gli uffici stampa?

La legge n. 150 del 2000, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni, quando fu approvata, nelle intenzioni del legislatore, nasceva per regolamentare l’attività di informazione e comunicazione nella pubblica amministrazione, che devono sempre dotarsi di un proprio ufficio stampa. Ma il contesto è molto cambiato da allora.

Il nuovo contratto Aran – che istituisce l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni – e il blocco degli stipendi nel pubblico impiego porteranno con molta probabilità ad una  vera e propria rivoluzione per quanto riguarda il destino degli uffici stampa, così come li conosciamo oggi.

Infatti, troppo spesso ancora oggi la legge 150 non viene applicata come dovrebbe essere. Purtroppo si tratta di una mancanza solo italiana, legata anche all’ambiguità del testo di legge succitato, che lasciava alle amministrazioni pubbliche la facoltà del recepimento della normativa, trasformatasi poi in un libero arbitrio che spesso mette in pratica prassi lavorative negative.

Così molti giornalisti impiegati negli uffici stampa pubblici hanno deciso di rivolgersi alla magistratura del lavoro per far valere i propri diritti e vedersi tutelati rispetto a chi nella pubblica amministrazione ricopre posizioni dirigenziali di potere.

Spesso il pieno riconoscimento professionale dei giornalisti degli uffici stampa è solo un’utopia perchè non sono pochi i professionisti che  si trovano, loro malgrado, a doversi comportare come uomini di propaganda e ad essere trattati come portaborse, a volte “assunti” come “co.co.co.“. Altre volte si preferisce ricorrere agli stessi pubblici impiegati che vengono indirizzati a svolgere funzioni specifiche di comunicatori pur non avendo magari una formazione professionale ad hoc.

Unico merito riconosciuto da tutti della legge 150 é quello di rendere esplicito sotto l’aspetto normativo proprio l’obbligo dell’assunzione negli uffici stampa pubblici esclusivamente di giornalisti pubblicisti e professionisti – ed infatti in dieci anni sono stati contrattualizzati oltre 1300 giornalisti in Italia negli uffici stampa della pubblica amministrazione – ma ancora troppo spesso la legge non é rispettata sempre e da tutti, penalizzando i colleghi che lavorano negli uffici stampa, che spesso si vedono trattati come giornalisti di “serie b”, anche per il mancato riconoscimento economico del lavoro domenicale, le difficoltà normative nel passaggio da Inpdap e Inps all’Inpgi dei contributi previdenziali.

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