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17 giugno 2012

Promosso o Bocciato?

È tempo di tirare le somme, per gli studenti è già pronto il verdetto finale: promossi o rimandati.

Purtroppo  una società evoluta come la nostra non è stata ancora in grado di creare un sistema di valutazione più equo e ha reso gli insegnanti giudici supremi, incontestabili della sorte delle giovani menti.

Ma che valore ha una promozione? Quali effetti può portare una bocciatura?

Se valutassimo la questione in termini di costi-benefici scopriremmo con grande sorpresa che costringere i ragazzi a ripetere un intero anno scolastico non comporta alcun tipo di beneficio. Gli studenti che frequentano lo stesso anno più volte sono demotivati, scontrosi, spesso meno ribelli e solo apparentemente più dediti allo studio, con un desiderio di apprendere dimezzato.

Spesso si trascura il fatto che le scuole dovrebbero essere templi della cultura e non tribunali pieni di verdetti; dovrebbero spingere i ragazzi ad aver fame di conoscenza, aprire le loro giovani menti al mondo  ed educare i loro sentimenti alla vita.

In fondo, che senso ha bocciare una persona che non ha voglia né interesse a studiare o che magari si è anche impegnata senza però raggiungere il gradino della sufficienza stabilita a discrezione del docente? Repetita iuvant? Forse non sempre.

I ragazzi hanno bisogno di riscoprire il piacere di apprendere e le scuole dovrebbero fornire tutti gli strumenti per saziare la loro sete di sapere.

Non tutti i giovani hanno la maturità necessaria per comprendere il valore dell’istruzione, l’enorme potere che deriva dalla conoscenza, ma lo Stato non può rinchiuderli nelle scuole e pretendere che imparino.

Studiare deve essere una scelta consapevole, non una costrizione. E tale scelta non può comportare la promozione o la bocciatura.

Ognuno ha i suoi tempi per capire, apprendere, scoprire, scegliere. Non abbiamo tutti gli stessi interessi, ciascuno ha attitudini e propensioni diverse.

L’importante sarebbe riuscire a scoprirle e svilupparle attraverso piani di studio mirati e personalizzati secondo le abilità e potenzialità di ogni studente.

In fondo, solo la vita può bocciare le nostre scelte o darci ragione. Non ci sono “giudici” che possano elevarsi a profeti.

Steve Jobs, una volta, ha detto: “Siate affamati, siate folli”.

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