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18 Giugno 2012

Un processo in un’aula…universitaria!

Il corso di Procedura Penale è come un viaggio, si parte dai principi sanciti nella Costituzione e nelle varie Convenzioni europee, si passa attraverso la notizia di reato, le indagini preliminari, le funzioni della Polizia Giudiziaria, del Magistrato del Pubblico Ministero e del Giudice per le Indagini Preliminari, si analizzano i riti alternativi, e poi finalmente si giunge al giudizio dibattimentale.

Ed è a questo punto che un docente si trova di fronte ad una scelta; sì perchè il dibattimento è forse la fase più dinamica dell’intero procedimento penale e merita una trattazione particolare. E allora ci si trova davanti a diverse opzioni.

La prima è lasciare gli studenti in balìa del libro, oppure si potrebbe organizzare una mattinata in un tribunale, cercando così di capire come si muovono Pubblica Accusa e Difesa, ma è una soluzione rischiosa, perchè spesso le udienze vengono rinviate e quindi il massimo che si può ricavare da una giornata del genere è un caffè al bar di fronte al tribunale.

Ma c’è un’altra soluzione, che è quella che è stata adottata negli ultimi anni dalla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, ovvero far entrare un processo in un’aula dell’Università. E’ vero che per ridurre i costi si parla spesso di restyling della macchina Giustizia, iniziando dal taglio delle circoscrizioni giudiziarie. Ma per fortuna non siamo ancora giunti al punto che i processi si svolgono nelle aule universitarie, in modo tale da risparmiare.

Semplicemente è stata proiettata una puntata del programma televisivo “Un giorno in pretura”, storico programma di Rai 3, condotto da Roberta Petrelluzzi. Questo programma presenta la presa in diretta dei processi nelle Corti di giustizia italiane, senza commenti. In qualche caso interviene la presentatrice che spiega al telespettatore i punti più controversi del dibattimento e poi ci sono anche alcuni filmati che mostrano le varie dinamiche del processo che si sta trattando e brevi interviste ai protagonisti delle vicende.

Tanti sono i processi di cui si è occupato questo programma televisivo nel corso degli anni; la puntata trasmessa in aula è quella che riguarda il processo a Salvatore Giuliano, accusato di aver ucciso la ragazzina Annalisa Durante la sera del 27 marzo del 2004 a Forcella, nel napoletano.

Al termine della puntata e del processo, conclusosi con la condanna dell’imputato a 24 anni di reclusione più il risarcimento dei danni alle parti civili, c’è stata l’analisi di questo processo. Molte delle persone che erano state chiamate a testimoniare raccontavano fatti che non avevano visto direttamente, ma che sapevano “per sentito dire” o perchè se ne parlava nel quartiere; questo è stato un po’ il leitmotiv di quasi tutte le testimonianze del processo, anche perchè le persone chiamate a testimoniare erano donne anziane o ragazzi con un basso livello d’istruzione, ma come stabilisce l’articolo 194 del Codice di Procedura Penale, questo tipo di testimonianza non può essere utilizzato ai fini del processo.

Poi si è sottolineato come il Presidente del Collegio Giudicante abbia un ruolo attivo all’interno della fase dibattimentale, si è parlato dei Collaboratori di giustizia, che per ragioni di sicurezza, partecipano al dibattimento a distanza, attraverso sistemi audiovisivi, e comunque anche in questo caso forniscono dichiarazioni utili, che devono essere valutate unitamente ad altri elementi di prova che ne confermino l’attendibilità, ed in cambio essi ricevono un sconto di pena.

Ultime considerazioni riguardano la Pubblica Accusa, rappresentata dall’ufficio del Pubblico Ministero, i documenti anonimi che non possono trovare spazio nel processo e i limiti di ammissibilità delle intercettazioni telefoniche stabiliti dall’articolo 266 del Codice di Procedura Penale.

Insomma, questo si è rivelato un vero e proprio metodo didattico, utile per la comprensione della fase dibattimentale del Procedimento Penale, grazie ad un programma televisivo che interpreta al meglio quello che deve essere lo spirito del Servizio Pubblico.

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