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28 Giugno 2012

Uniba: il Rettore denuncia la nuova Università telematica

L’università dove vuoi tu, quando vuoi tu, come vuoi tu. E’, forse, questo il sogno di ogni studente universitario: potersi iscrivere in ogni periodo dell’anno, senza obbligo di frequenza, senza vincoli temporali, geografici…insomma, una laurea senza troppo pensieri. Utopia? Non proprio.

Si chiama Università telematica. Ed è proprio contro un famoso istituto di formazione e-learning, che il Rettore Corrado Petrocelli ha scagliato la propria denuncia, ritenendo illegali i corsi proposti dall’ “ateneo fantasma” .

L’esposto del rettore, è scattato in seguito ad una massiccia azione pubblicitaria messa in atto da una famosa Università telematica, o meglio, da una società che si occupa di Medicina del lavoro, che, per mandato della Nicolò Cusano, avrebbe aperto le porte “alla cultura e alla formazione universitaria” -si legge nel sito- divenendo “centro di e-learning”, con nuova sede in quel di Bitonto, in provincia di Bari. Nei manifesti pubblicitari, affissi nei corridoi dell’Università degli Studi di Bari, si invitavano giovani ad iscriversi presso l’innovativo istituto di formazione telematica.

Quattro i corsi offerti: giurisprudenza, scienze della formazione, scienze politiche ed economia. Ce n’è per tutti gusti, anzi, ce n’era. Al momento, infatti, in seguito alla denuncia del Rettore presso il Comitato Universitario, l’operazione e-learning è stata bloccata, sebbene sul sito della società compaia ancora, come se nulla fosse, il progetto della “vincente” formazione a distanza.

Ma non si tratta della prima denuncia mossa nei confronti delle Università telematiche. Nel 2008, il caso sbarcò in Parlamento, con una interrogazione in cui si chiedevano chiarimenti all’ allora Ministro Gelmini riguardo il prolificarsi delle lauree on line. La denuncia finì nelle mani della Procura di Bari, nel fascicolo sugli scandali universitari.

Un anno fa, poi, l’esposto del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, che, in una dura lettera, esponeva al Ministro dell’Istruzione profonde perplessità circa l’efficienza di tali istituti, in cui la ricerca scientifica risultava totalmente assente ed il corpo docenti scarso. Si richiedeva, in sostanza, una revisione normativa riguardo la validità del riconoscimento legale delle Università telematiche che, nel frattempo, contavano e continuano a contare, un forte incremento degli iscritti.

D’altronde, non pare molto complicato intuire il motivo di un tale picco di iscrizioni: perché faticare sui libri, farsi in quattro per seguire le lezioni, rispettare tempi stabiliti, quando basta il pc ed una connessione internet per conseguire un titolo di laurea a portata di..click?

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