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15 giugno 2012

Vuoi un lavoro? Createlo da solo

Milano. Ha 29anni, è segretario di Agorà Digitale, un’associazione per la libertà del web, e pare conoscere alcuni segreti per cambiare il binomio, tanto scomodo nella nostra Italia, giovani-precariato. Luca Nicotra, dottorando, svela il suo sapere attraverso la prima pagina dell’International Heral Tribune (ndr), uscito mercoledì scorso; la sua visione delle cose si è fatta inchiostro sotto il titolo “L’Italia affronta la fine del lavoro a vita”.

Quest’inchiesta, che vede protagonista un italiano, è stata pubblicata come approfondimento alle dichiarazioni fatte dal nostro capo di Governo, Mario Monti, durante la trasmissione Matrix. Il signor Monti definì, in quella sede, il posto fisso “monotono”, in mezzo alle varie polemiche scoppiate dopo le parole azzardate pronunciate dal premier spicca la voce di Luca, il quale sembra invece essere d’accordo.

Il pensiero di Nicotra è semplice: l’Italia non è più un luogo ove ricercare contratti a tempo indeterminato, dunque è meglio cominciare a cercare, o a crearsi, alternative al posto fisso. Egli stesso può fungere da esempio: nel 2009 ha creato un’associazione in grado di comunicare direttamente con la politica a livello europeo, ha messo in piedi uno start-up politico a favore della trasparenza informativa e della difesa dei dati seguendo le orme dei radicali e del Parlamentare Europeo Cappato; naturalmente, in linea con il suo credo, l’associazione non ha all’attivo nessun appoggio istituzionale o finanziamento pubblico.

Luca Nicotra è andato controcorrente, in senso inverso rispetto all’Italia raccontata e descritta sull’Herald Tribune: egli non desidera a tutti i costi un posto di lavoro fisso, spintarelle di terzi, o aiuti in generale,egli ha già dalla sua parte il vincente spirito imprenditoriale che lo contraddistingue, ingrediente, dice, quasi totalmente mancante nei giovani suoi connazionali.

Il quotidiano descrive poi i nostri giovani arrabbiati ed indispettiti dalla situazione in cui verte il mondo del lavoro che li circonda, aggiunge però anche che, nell’acceso dibattito sulla questione, si è un po’ persa la bussola, la giusta via di discussione: la visione sul lavoro non ha ancora orizzonti ampi, estesi a tutto il mondo e questo colloca l’Italia in posizione arretrata rispetto al resto d’Europa.

La scarsa progressione del mondo del lavoro italiano è testimoniata, ancora una volta, da Luca Nicotra, nella sua esperienza diretta all’estero. Per i suoi studi ha passato molto tempo in Germania e la differenza tra questa e l’Italia pare essere enorme: i giovani tedeschi sono maggiormente disposti a rischiare rispetto agli italiani, tutte le persone là sono pronte ad inventare per se stesse lavori ed occupazioni, esistono, per esempio, cooperative private per accompagnare a scuola i ragazzini, per gestire dormitori studenteschi. Lavori creati dal nulla ma che portano ad un guadagno, invenzioni che in Italia non si trovano forse per l’assenza di idee o di disponibilità alla mobilità.

Da chi è d’accordo con il Professor Monti a chi è contrario: l’Herald Tribune riporta, nel suo articolo, un’altra testimonianza oltre a quella di Luca. Claudia Vori, ragazza che, dal diploma, ha cambiato ben 18 impieghi. Lei fa parte del gruppo degli infuriati, del gruppo che non vuole doversi inventare un mestiere, del gruppo che consiglia prudenza all’audace voce del Premier.

Non si può definire monotono il posto fisso perche allora viene da domandarsi: la sicurezza è monotona? Avere un tetto sulla testa che ti ripara dalla pioggia e dal gelo è monotono? Riempirsi la pancia ogni giorno è monotono? Non c’è monotonia in tutto questo, desiderare un posto fiso non è monotono anzi, oggi come oggi, è coraggioso, è una sfida.

Molti non hanno voglia di cercare strade alternative, come dice Nicotra. In tanti hanno paura di fallire in questa ricerca ed in tanti hanno paura di non ricevere aiuti per la creazione del proprio lavoro. Sì, è vero esiste la possibilità di aprire un’impresa giovane con 1euro e senza un notaro, ma i finanziamenti? Non c’è nessuno disposto a far credito a questo poveri giovani fantasiosi? No, purtroppo no, siamo in Italia, non negli Stati Uniti dove ci sono budget smisurati per il young business, qui la strada è ancora lunga da fare, mooolto lunga!

 

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