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14 luglio 2012

A Verbania l’iPad vince la sfida coi libri cartacei

Arriva da Verbania l’annuncio di un liceo che, da settembre, darà definitivamente l’addio ai libri cartacei per dare il benvenuto a quelli digitali. L’istituto Cobianchi ha infatti deciso di attivare un progetto che coinvolgerà due terze, rispettivamente una del liceo di scienze umane e una di quello linguistico: i 54 alunni, per l’intera durata del triennio, cioè dall’età di 16 a 18 anni, avranno come unico testo scolastico un’iPad personale, che verrà utilizzato per tutte le materie.

La notizia di per sé potrebbe non fare molto rumore, anche perché iniziative simili erano già comparse da qualche tempo, ma, in questo caso, la novità sarà che i testi non verranno semplicemente trasportati dal formato cartaceo a quello digitale, ma scritti in collaborazione tra gli studenti e i professori. La scelta dell’istituto è quindi radicale e originale, anche se presenta dei notevoli rischi. Vi sono certamente dei vantaggi, a partire, per esempio, dal punto di vista economico: la spesa per il materiale scolastico che grava sugli stipendi dei genitori verrà notevolmente ridotta, poiché consisterà solo nel costo iniziale di circa 400€ dell’iPad, mentre la media per l’acquisto dei libri si aggira sui 700€. Un altro beneficio è sicuramente dato dalla leggerezza dell’oggetto, che permetterà agli studenti di evitare di caricare la schiena con zaini troppo pesanti, insieme alla comodità dell’avere tutte le materie riunite in un solo tablet, evitando eventuali perdite di materiale. Il più importante cambiamento è dato però dal nuovo rapporto che coinvolgerà professori e ragazzi: se, infatti, il testo sarà creato attraverso una collaborazione tra le due figure, la tradizionale relazione gerarchica docente-alunno verrà a cadere.
Senza però lasciarsi andare ad un trionfale entusiasmo, bisogna ricordare che quest’iniziativa potrebbe avere anche risvolti negativi, poiché l’iPad offre molte più possibilità di distrazione rispetto ad un libro cartaceo. Il problema fondamentale è però un altro: nel caso che il programma elaborato in classe si rivelasse inadatto, sbagliato o insufficiente ad un eventuale confronto con quello tradizionale, la responsabilità cadrebbe sugli studenti? E ancora, verrà utilizzato anche un nuovo metodo di valutazione, tenendo conto del fatto che le terze sperimentali dovranno, in ogni caso raggiungere gli stessi livelli degli altri corsi? Per controllare questa nuova situazione l’istituto Cobianchi ha chiesto aiuto ad alcuni esperti dellUniversità dell Bicocca, anche se i dubbi e, soprattutto,  i rischi rimangono.

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