• Google+
  • Commenta
7 luglio 2012

Allarme stupefacenti, via ai test antidroga nelle scuole umbre?

Allarme stupefacenti: dall’Udc arriva la proposta di introdurre test antidroga nelle scuole superiori dell’Umbria.

Giovani e droga, un binomio diventato ormai indissolubile. Forte e continua la lotta contro questo problema che già da qualche tempo miete vittime anche tra i giovanissimi. È inevitabile quindi pensare a un piano d’azione che parta proprio dalla scuola, secondo polo di riferimento degli adolescenti dopo la famiglia.

Si pone in quest’ottica la proposta di Sandra Monacelli, capo dell’Udc nel consiglio regionale dell’Umbria, di introdurre nelle scuole superiori umbre test per monitorare il consumo di droga tra gli studenti. Una proposta già presentata in diverse regione italiane, ma mai realizzata praticamente e che, secondo la Monacelli, dovrebbe svilupparsi in concomitanza con l’azione delle Asl e delle famiglie.

Secondo quanto riportato su La Nazione, il capogruppo dell’Udc ha dichiarato: “Il progressivo dilagare della droga e della cultura dello sballo sta rappresentando in Umbria una pesante emergenza, soprattutto dal momento che si valuta quali sostanze assumere solo in base ai costi sempre più bassi ed alla facilissima disponibilità, in particolar modo sulla piazza umbra”.

Monacelli insiste quindi sulla necessità di mettere in atto misure straordinarie per la lotta agli stupefacenti tramite l’unione tra le istituzione, in primis tra scuola e famiglia, soprattutto in virtù degli allarmanti dati che giungono dalle Asl regionali, i quali mostrano come il problema della dipendenza da droghe sia presente in tutto il territorio umbro, evidenziando un ritorno al consumo di eroina anche fra utenti molto giovani.

Ma non mancano perplessità e opposizioni: il capogruppo regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni ha così replicato: “La proposta di Sandra Monacelli di istituire il test antidroga obbligatorio per gli studenti delle scuole medie superiori deve necessariamente essere oggetto di un serio e approfondito lavoro in sede di commissione sulle tossicodipendenze, prima di approdare in aula. Come consigliere e genitore ritengo più opportuno che la Regione, eventualmente, incentivi e sostenga le famiglie che volessero far fare il test ai propri figli, mantenendo l’esito dei risultati all’interno di un ambiente protetto quale quello familiare”.

Google+
© Riproduzione Riservata