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6 luglio 2012

G8 2001: condannati i vertici della Polizia per il pestaggio alla scuola Diaz

Il 6 luglio 2012 rimarrà una data importante per centinaia di persone: c’è stata la sentenza di condanna per i fatti accaduti nella scuola Diaz di Genova durante il G8 del luglio 2001.  Condanna nei confronti di chi? Nei confronti dei vertici della polizia in relazione, appunto, alla catena di comando svoltasi quella terribile notte a Genova. Il capo della Polizia Antonio Manganelli ha affermato che: “Questo è il momento delle scuse. Scuse dovute soprattutto ai cittadini che hanno subito danni, ma anche a quelli che, avendo fiducia nell’Istituzione-Polizia, l’hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza”.

La Cassazione, con questa sentenza di condanna, ha quindi confermato che quella notte, a Genova, ci fu un vero  e proprio pestaggio nonché arresto illegale dei no-global alloggiati alla scuola Diaz durante il G8. I numeri sono importanti: ben 17 sono i dirigenti che escono compromessi da questo esito processuale che comporta anche, citando la sentenza, “la sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni”; una sanzione gravissima, che ovviamente si ripercuoterà sulla carriera professionale dei poliziotti di rango poiché si apriranno dei procedimenti disciplinari che fino ad oggi, in attesa della sentenza, erano stati congelati, messi da parte.

Tra i condannati per aver firmato i verbali falsi che giustificavano il blitz violento, accusando le vittime di aver opposto resistenza accoltellando un agente e nascondendo molotov, ci sono il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), il capo del Servizio centrale operativo Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi), e il capo del dipartimento analisi dell’Aisi Giovanni Luperi (4 anni). Tutti gli altri dirigenti che hanno ricevuto una condanna irrevocabile a tre anni e otto mesi sono Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi, Salvatore Gava e Pietro Troiani. Per Massimo Nucera e Maurizio Panzieri è stata rideterminata al ribasso, da tre anni e otto mesi a tre anni e cinque mesi, la condanna per la messinscena dell’accoltellamento. Va meglio solo all’ex capo della mobile Vincenzo Canterini, che aveva avuto la pena più alta, cinque anni, dalla quale però, per sua fortuna, si dovrà sottrarre la condanna per lesioni ma non per il falso. Quindi per lui si prospetta un importante sconto di pena. Tutti i dirigenti, ovviamente, saranno sostituiti.

Il ministro Annamaria Cancellieri ha affermato che: “La sentenza va rispettata come tutte le decisioni della magistratura. Il ministero dell’Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte. Nessuno può dimenticare l’attività quotidiana di tante donne e uomini della polizia che, con dedizione, professionalità e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti”. Un’altra conseguenza di questa sentenza è che, dopo ben undici anni di attesa, le vittime del pestaggio hanno ottenuto il via libero definitivo al diritto al risarcimento contro il quale si era battuta l’Avvocatura dello Stato. Una bella notizia in questa terribile tragedia.

Ci sono stati tanti commenti, anzi tantissimi, ma forse vale la pena ricordare solo quello di Heidi Giuliani, la mamma di Carlo, studente ucciso a causa di questo pestaggio 11 anni fa: “Giustizia c’è, benché incompleta: le responsabilità sono più ampie, penso all’assoluzione dell’allora capo della polizia e al mancato processo per la morte di mio figlio“.

Rimane solo una considerazione da fare: queste persone si faranno i loro 2-3-4 anni di carcere. Mamma Heidi non rivedrà mai più suo figlio: Carlo è morto.

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