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2 luglio 2012

Il Bosone Higgs! Una rivoluzionaria scoperta o un flop scentifico?

Mentre le case italiane tremano, urlano, s’infuocano a ritmo di gool e rigori dettato dalla nazionale di calcio il Cern (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare), si prepara a riaccendere l’acceleratore di particelle (la macchina più complessa mai costruita dall’uomo, alla quale, hanno lavorato per 10 anni circa 5 mila scienziati e tecnici provenienti da una cinquantina di Paesi), che dovrebbe fornire all’uomo la conoscenza assoluta della materia e delle forze che costituiscono l’Universo tramite la ricerca della, soprannominata, “Particella di Dio”.

Se ne presuppone l’esistenza da una settantina di anni senza riuscire ad identificarla, si tratta del Bosone Higgs, una particella elementare prevista dal Modello Standard che rappresenta la teoria quantististica dei campi che descrive le forze fondamentali dell’Universo e le particelle che lo compongono. L’individuazione di questa particella garantirebbe la consistenza della teoria, di cui sopra, apportando evoluzione conoscitiva delle forse e delle particelle che formano la materia, proprio perchè il Bosone Higgs avrebbe la funzione di fornire una massa a tutte le altre particelle che compongono i corpi. Praticamente questa ipotetica particella spiegherebbe, finalmente, perché i corpi, la materia e quindi l’universo stesso hanno una massa, rivoluzionando l’intera costruzione scientifica dell’umanità e, insieme, aprendo la strada a numerose nuove ricerche in diversi campi.

Il seminario in cui verranno presentati, nell’ambito degli esperimenti ATLAS e CMS, gli ultimi risultati dell’analisi delle collisioni all’interno dell’acceleratore di particelle, al termine del primo periodo di presa dati del 2012, sarà trasmesso in diretta dal Cern di Ginevra presso l’aula Conversi del dipartimento di Fisica della Sapienza mercoledì 4 luglio. Non mancheranno i commenti dei ricercatori del dipartimento di Fisica i cui contributi di ricerca sono stati fondamentali sia in fase di realizzazione degli esperimenti che durante l’analisi dei dati.

Le prestazioni dell’acceleratore e l’efficienza dei rivelatori del Cern dovrebbero consentire di definire l’ultimo tassello mancante del Modello standard: l’esistestenza o meno di questa “maledetta particella”!
Mercoledì 4 luglio 2012 ore 9.00 – Aula Conversi, dipartimento di Fisica, piazzale Aldo Moro 5, Roma.

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