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30 luglio 2012

Insetti e alghe: il cibo del futuro

La crisi galoppante potrebbe portare l’uomo, in futuro, a cambiare la propria alimentazione. Secondo futurologi e scienziati,  gli insetti saranno presto aggiunti ai menu: fanno bene, non inquinano e chissà, forse sono anche buoni.

E’ quanto emerge da un editoriale pubblicato dalla Bbc, in cui alcuni studiosi fanno previsioni su ciò che probabilmente arriverà sulle nostre tavole a breve.

Per quanto riguarda gli insetti ci sarebbe davvero l’imbarazzo della scelta, visto che le specie commestibili per l’uomo sono ben 1.400!  Gli insetti, sempre secondo gli esperti, avrebbero valori nutrizionali più elevati della comune carne, oltre alle numerose proteine.

In diverse parti del mondo si mangiano già: i bruchi e le locuste sono molto apprezzati in Africa, le vespe in Giappone e i grilli in Thailandia. Per i popoli europei è tutta un’altra storia, dato che non hanno tale tradizione culinaria. Ed è così che si fa largo la stranissima idea di confezionare hamburger o salsicce a base di insetti.

Un’altra fonte di sostentamento potrebbe giungere dalle alghe. Ne esistono 10.000 tipi differenti nei mari del mondo e potrebbero anche trasformarsi in business, magari andando a nutrire uomini e animali e ad essere coltivate negli oceani. E ancora, potrebbero costituire una fonte per la produzione di carburanti bio.

In Asia, ormai da tanto tempo, le alghe sono un vero e proprio elemento basilare dell’alimentazione.

Se qualcuno dovesse non gradirle, si potrebbe ricorrere a stratagemmi, come hanno fatto gli esperti della Sheffield Hallam University che hanno utilizzato granelli di alghe in sostituzione del sale all’interno di pane e altri alimenti.

Tornando agli insetti, i ricercatori americani insistono: “Mangiateli fanno benissimo!” e ancora “L’Occidente commette un grave errore nel ripudiare tali alimenti”.

Tra questi David George Gordon, un naturalista di Seattle, che garantisce che gli insetti sono uno degli alimenti più buoni, prelibati e al tempo stesso sottoutilizzati e sottovalutati al mondo.

La conferma giunge da uno studio condotto dagli scienziati dell’università del Messico che hanno catalogato ben 1700 specie di insetti, rilevando che gli scarafaggi non vengono presi in considerazione dalle cucine di 113 Paesi.

Fonte foto:  scienze-naturali.com

 

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