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8 luglio 2012

Istruzione come riscatto sociale

La vita a volte è davvero ingiusta: a qualcuno dà tutto ad altri niente o poco. C’è chi nasce con la camicia e chi invece deve rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

Fin dall’infanzia si può cogliere la differenza tra i figli dei genitori benestanti e i bambini che, appartenendo a famiglie modeste, cercano con ogni sforzo di adattarsi allo standard della società.

Ed ecco allora che la scuola, per questi ragazzi costretti a crescere più in fretta e a diventare responsabili fin dalla tenera età, si trasforma da semplice tempio della cultura in un trampolino di lancio. L’istruzione diviene veicolo, strumento di riscatto sociale.

I ragazzi che non hanno grandi possibilità economiche sono consapevoli che non potranno frequentare scuole private né università prestigiose, eppure molti di loro non si arrendono a quello che sembrerebbe un destino segnato, al contrario il loro impegno aumenta progressivamente, giustificato e alimentato dalla speranza che un giorno qualcosa potrà cambiare le loro vite.

Ci sono ragazzi che non smettono di sognare, che credono fortemente nella meritocrazia, non cedendo mai alle illusioni o alle facili scorciatoie; giovani che si impegnano nello studio con costanza, determinazione, sacrificio, dedizione. Sono studenti che hanno imparato a lottare e che mai e poi mai smetteranno di vivere con intelligenza.

Certo anche loro, più degli altri coetanei, vivono costantemente con la paura di fallire, di restare sempre al punto di partenza, di non riuscire a spiccare il volo. In fondo tutti i loro sacrifici sono appesi ad un’occasione che potrebbe anche non arrivare mai.

I giovani vivono nell’impossibilità di potersi realizzare, di diventare economicamente indipendenti, di formare una famiglia e riuscire a comprare una casa. Semplici cose che rendono la vita straordinariamente normale e dignitosa.

In Italia la disoccupazione giovanile spaventa tutti: genitori e figli.

Essere laureati non basta per riuscire a trovare lavoro. Sembrerebbe, quindi, che nemmeno l’istruzione sia più in grado di mantenere le promesse fatte agli studenti che hanno creduto in lei.

Spesso dimentichiamo, però, che non è importante arrivare a mete ambiziose, ma percorrere strade oneste. La scalata sociale cui puntano gli studenti non è quella che conduce al successo, alla fama o alla gloria, ma quella che porta alla realizzazione autentica di se stessi, quella che non dovrà mai ringraziare nessuno se non il proprio talento e la propria tenacia.

Nelson Mandela  ha detto: “L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”.

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