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19 luglio 2012

La dolce ascesa di Marissa Mayer

Marissa Mayer ha 37 anni, da tredici ricopre incarichi di vertice in Google e da due giorni ha scelto l’incarico di amministratrice delegata di Yahoo. A quanto pare, nella telefonata di conclusione delle trattative con il board per il nuovo incarico, Marissa avrebbe specificato di essere incinta di un baby boy che nascerà ad ottobre e, per tutta risposta, le è stato detto che la cosa non ostacolava affatto il suo ingresso nella compagnia.
Sogno o realtà? Sta di fatto che la donna manager più chiacchierata del momento, ancora una volta nella sua vita, ha segnato un altro passo di quelli che già nel 2008 l’avevano fatta entrare di diritto nella classifica “50 most powerful women” stilata dalla rivista Fortune.
Si laurea in ingegneria informatica all’Università di Stanford a 24 anni con una tesi sui sistemi simbolici applicati, e nello stesso campus frequenta un dottorato specializzandosi nello sviluppo di intelligenze artificiali. Al termine degli studi, come lei stessa ha raccontato, si trovava a dover scegliere tra decine di offerte di lavoro, che spaziavano da una carriera nelle neuroscienze pediatriche allo studio di prodotti finanziari presso l’UBS di Zurigo.

Proprio la scelta dell’esperienza elvetica, secondo la stessa Mayer, sarebbe stata l’occasione per comprendere quella che si sarebbe poi rivelata la sua futura filosofia di lavoro. La manager, infatti, riporta un episodio che, stando a quanto lei stessa sostiene, le avrebbe fatto capire molte cose. Nel giorno del suo arrivo in Svizzera, la Mayer era andata al supermercato a comprare dell’uva, scoprendo che, a differenza di quanto accade negli USA dove ogni cosa è confenzionata, avrebbe dovuto pesare ed eticchettare la frutta nella apposita bilancia. Avendo poca confidenza con quella “procedura”, si ritrovò una signora in coda che le urlava “qualcosa in tedesco”. Tornata in albergo, la Mayer si disse che, se non conosceva minimamente la lingua (né, quindi gli usi e i costumi) del posto, come poteva pensare di acquistarci dei prodotti? La domanda, in realtà, le rivelò che “When you do something you’re not ready to do, that’s when you push yourself and you grow” (Quando si fa qualcosa per il quale non si è pronti, è il momento nel quale ci si spinge a farla e si cresce), esattamente come lei era riuscita a portare in stanza il suo grappolo di acini.

Fu per la stessa ragione che, probabilmente, tornata negli USA, accettò una proposta di lavoro dalla neonata Google: era il 1999, e nell’azienda c’erano 19 dipendenti, tutti rigorosamente ingegneri informatici e tutti inevitabilmente “geek“. Una volta entrata a Mountain View come ventesima dipendente, in pochi anni contribuì in modo essenziale a trasformare un ambizioso laboratorio di servizi informatici in quello che oggi conosciamo come il motore di ricerca più utilizzato al mondo, con un compendio di servizi online continuamente in espansione e ad oggi senza rivali.

Per capire di cosa si parla quando ci si riferisce alla carriera della Mayer all’interno di Google è sufficiente dire, ad esempio, che è stata Vice Presidente, nel tempo, di settori come Gmail, Google Local, Maps e, infine, ha coordinato l’implementazione della User Experience (ossia l’interfaccia utente, caratteristica chiave di ogni piattaforma online).

Oggi, dunque, nel futuro di Marissa Mayer si affaccia una nuova sfida per crescere: negli ultimi mesi Yahoo non ha certo vissuto momenti felici, e se ad ottobre dell’anno scorso gli analisti dei mercati finanziari parlavano di un acquisto da parte di Google, in questo momento la situazione è quella di un colosso del web browsing che però sembra aver perso il proprio mordente. Tra funzioni di scarso successo tra gli utenti (vedi Yahoo! Education e Yahoo! Notepad) e mosse strategiche fallimentari (clamoroso il rifiuto da parte dell’ex CEO di un’offerta di acquisto lanciata da Microsoft nel 2009 per quasi 45 miliardi di dollari), il futuro di Yahoo è tutto da rilanciare e tutto starà nelle decisioni della trentasettene futura mamma.

Nell’attesa di vedere le prime pedine che Mayer deciderà di muovere, la notizia della sua assunzione in Yahoo ha scatenato, come è inevitabile sulla rete, le reazioni più varie: da chi si chiede se anche in Italia ad una donna verrebbero offerte possibilità analoghe, a chi risponde che la domanda è priva di senso perché le leggi statunitensi su pari opportunità e sulla “conciliazione” maternità-lavoro sono del tutto diverse, a chi obietta che la Mayer frequentava un’università da 50 mila dollari all’anno, e dunque lontana, per qualità, da quelle nostrane.

L’editorialista Beppe Severgnini, sul suo blog, ha osservato che il punto, al giorno d’oggi, per le donne, non è realizzare una carriera pari e/o superiore a quella di un collega uomo, bensì concentrarsi su un obiettivo ancora più grande e radicale, vale a dire quello di cambiare la testa degli stessi uomini: forse, Marissa Mayer risponderebbe a Severgnini che lei ha molto altro (di meglio) da fare .. così come tutte le altre donne, scelgano esse famiglia o carriera, o che le concilino.

Chissà se la manager, anche in risposta a tutti gli interrogativi del web, porterà in questa nuova mission la propria work philosophy, magari puntando, per risollevare Yahoo, proprio su ragazze neo laureate, come quando lei ricevette la proposta che diede inizio alla sua sfolgorante carriera.

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