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11 luglio 2012

Meritocrazia e premio in denaro per i migliori laureati sardi del 2011

 

Se allo sfortunato Marcel Pohl – il ragazzo tedesco che da qualche giorno presta il suo viso tutti i giornali d’Europa per via della sua disavventura studentesca ( l’università di Economia che frequentava in Germania l’ha citato in giudizio per aver pagato troppe poche tasse essendosi laureato molto prima della durata prevista del suo corso di studi) – non è andata tanto bene in materia di riconoscimento per merito, agli studenti modello sardi possiamo dire che è andata molto meglio.

Il 10 Luglio infatti, nell’Aula Magna del Rettorato, sono stati consegnati 22 premi, costituiti da un assegno di mille euro ciascuno, ai migliori laureati dell’Ateneo cagliaritano del 2011.

L’iniziativa- arrivata alla sua terza edizione- si propone come scopo quello di sostenere una politica valorizzatrice del merito e inoltre si aggiunge al progetto di assegnazione di 160 borse di studio per gli studenti meritevoli.

L’assegnazione del premio è avvenuta nel rispetto di alcuni criteri quali concludere il proprio percorso di studi in corso e con i migliori voti (di laurea e sui singoli esami sostenuti). Per due studenti di ogni facoltà, uno della laurea triennale e uno della magistrale, sono arrivati dunque i riconoscimenti e una pergamena, oltre al premio in denaro, che avranno un concreto valore anche inseriti nel curriculum.

A consegnare il premio c’erano il Prorettore vicario Giovanna Maria Ledda, il Prorettore per la Didattica Francesco Atzeni e il Rettore Giovani Melis che ha specificato Vogliamo riconoscere l’impegno dei nostri studenti con un premio che arricchisce anche il curriculum. Mostra la capacità di ciascuno di questi ragazzi di raggiungere l’obiettivo del titolo di studio. Oggi occorre che la società rivaluti la preparazione cultura e professionale, un valore che negli ultimi 10 anni è stato svilito a vantaggio di obiettivi più facili ed effimeri, certamente di più breve durata”.

“La crisi in atto e la concorrenza degli altri Paesi – ha aggiunto il Magnifico – ci spingono a reagire, ma abbiamo valori e stili diversi: conoscenza, cultura e capacità di innovazione sono le armi che i nostri giovani possono usare per vincere la sfida. Per questo è giusto che l’Ateneo riconosca le loro capacità. La nostra Isola ha un numero di laureati più basso della media: tra i compiti dell’Università c’è anche quello di migliorare il capitale umano, non per stimolare competizioni tra studenti, ma per sostenere la crescita del Paese”.

 

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