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22 gennaio 2013

Vendita laurea per mancato utilizzo. Disoccupazione Giovanile

Laurea in Lettere moderne

Laurea in Scienze Politiche: vendo per mancato utilizzo!

Vendita laurea

Vendita laurea

Accade su un famoso sito di annunci, un ragazzo scoraggiato dalla ricerca di lavoro decide di mettere in vendita la pergamena suggerendo anche svariati possibili utilizzi della stessa:

Vendita laurea da utilizzare per:

  • binocolo per guardare le stelle,
  • ventaglio per sventilare amici e parenti
  • può diventare cono per caldarroste
  • la parte posteriore completamente vianca può essere utilizzata come tovaglia per i fast-food o dai vostri figli per colorare ecc…

L’annuncio termina così: “oppure la regalo in cambio di lavoro”.

La disoccupazione giovanile tocca il 37,1%, 641mila giovani senza lavoro, è il record assoluto tra i 15 e i 24enni. Non c’è traccia di livelli superiori sia nelle serie storiche mensili sia in quelle trimestrali dell’Istat, cominciate nel 1992. L’occupazione in generale tocca il minimo storico, i dati dell’istituto nazionale di statistica sull’occupazione a novembre 2012: 2 milioni 870 mila disoccupati, (meno 2mila rispetto ad ottobre che riguarda solo la componente femminile).

Uomini di destra e di sinistra scendono in campo per indignarsi, celebrando il rito quotidiano della campagna elettorale. Imputato, non senza ragioni, il governo Monti. E poi c’è un giornalista italiano, Paolo Barnard, che dal suo blog lancia un grido di disperazione: “…votare per cosa? «Fra Vendola e Monti lo spazio di manovra è non più dello 0,1%. Grillo? il suo team è talmente scadente che neppure riuscirebbe a capire come si paga lo stipendio di un bidello. Nessuno degli uomini o delle donne che oggi si azzuffano nelle liste elettorali, premier o parlamentari, vi potrà governare nei prossimi 5 anni. Gli attuali candidati eseguiranno solo ordini impartiti da tecnocrati europei, dai Trattati europei e dai mercati finanziari, perché il Wto, l’Unione Europea e trattati come il Gats hanno già decretato la fine sostanziale della nostra sovranità, quella per cui ha senso partecipare alla vita pubblica attraverso le elezioni. Inutile votare sti politici, inutile leggerne i programmi, guardare i dibattiti tv. Sono soltanto figure virtuali, impotenti al 99,9%, niente più che morti viventi. Sembra la boutade di un fesso, tanto è scioccannte!…

Ciò che cerca di spiega Barnard è che la Costituzione Italiana non ha più un vero valore sovrano dato che è stata sottomessa alla legge europea fin dal 1991, il Trattato di Lisbona stabilisce che la Costituzione europea si pone al di sopra delle Costituzioni nazionali, delegando alla Corte Europea di Giustizia la risoluzione dei conflitti. Ovvero la legge europea, redatta unicamente dalla Commissione Europea di tecnocrati che nessuno elegge, ha supremazia su ogni legge nazionale italiana così da rendere il Parlamento nazionale esautorato nella sovranità. Infatti il governo italiano non ha più alcuna sovranità nelle politiche economiche, di bilancio e sociali. Questo significa aver perso il 99,9% del potere di un governo, la causa, secondo Barnard, sarebbero i trattati europei che l’Italia ha firmato e ratificato, trasformandoli in legge nazionale, fino a costringere governo e Parlamento a vincoli rigidissimi:

a cominciare dalla spesa pubblica, ormai insignificante (non oltre il 3% del Pil), che dovrà scendere allo 0,5% del prodotto interno lordo. Il pareggio di bilancio va inserito nella Costituzione, come sancito dal Fiscal Compact. Tradotto significa che il governo deve spendere 100 e tassarci 100, lasciando a noi cittadini e imprese esattamente 0 denaro. Unica nostra alternativa: erodere i risparmi o indebitarci con le banche. Questo,- conclude Barnard – è precisamente l’impoverimento automatico che oggi chiamiamo la crisi”.

Concludendo la situazione politica attuale è soffocata da disoccupati e inoccupati, gli inoccupati che vivono una situazione ancora più grave non avendo esperienza lavorativa lì dove essa viene richiesta anche per svolgere il cosiddetto Stage (lavoro senza obbligo di remunerazione). Una idea di business per i laureati potrebbe proprio essere quella divendita laurea e pergamena, nella grande crisi tra le due guerre la gente vendeva gli oggetti di valore personali soprattutto quelli di oro, oggi si vendono le pergamene. I tempi cambiano ma la storia si ripete.

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