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9 settembre 2012

Cagliari inaugura l’università dell’illegalità

Esiste una prassi nel nostro Ateneo: aggirare le leggi e costringere gli studenti a fare ricorso nei tribunali amministrativi. E’ da due anni che gli studenti f.c. di Cagliari lottano nei tribunali amministrativi contro le decisioni assunte dal Rettore e dal Senato Accademico nei loro co…

nfronti. La lotta è iniziata due anni fa quando il rettore Giovanni Melis, a seguito dei decreti ministeriali di riforma dei finanziamenti alle università, decise che chi non si fosse laureato entro aprile 2012 sarebbe dovuto decadere dagli studi perdendo lo status di studente e tutta la sua carriera, anche se alla fine del percorso di studi. A seguito di questa decisione gli studenti ricorsero al TAR Sardegna e al consiglio di stato riuscendo a dimostrare di fatto l’illegittimità dei provvedimenti rettorali. Un sospiro di sollievo per aver salvato anni di sacrifici, di lavoro e di studio. Ma ecco attuarsi la prassi.

Nel luglio 2012 il rettore emana il Manifesto degli studi A.A. 2012/2013. Gli studenti non sono più a rischio decadenza ma di passaggio obbligato ai nuovi ordinamenti. Si tratta di fatto una decadenza mascherata perché questo vorrebbe dire nuovi corsi da seguire, un notevole incremento del numero di esami, ulteriori anni di università e costi non sostenibili. Gli studenti, dall’analisi di detta norma hanno ravvisato diversi motivi di illegittimità. Innanzitutto la decisione del rettore contrasta nettamente con le disposizioni nazionali, in particolar con con il D.Lgs. 270/2004 (Decreto Moratti) che stabilisce che le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi.

Inoltre è in palese contrasto con la sentenza del consiglio di stato (del 02/02/2012 n.201200590) e con quella del Tar Sardegna del 12 marzo 2008 su un’analoga situazione concernente gli studenti di Farmacia dell’Università di Sassari. Si prospetta dunque un autunno caldo anche per l’Ateneo cagliaritano perché gli studenti non si faranno affossare da quest’ennesimo tentativo, alquanto maldestro, di violare le norme sovraordinate che disciplinano il settore Università nonchè la recente pronuncia nel merito del Consiglio di Stato. A giorni verrà presentato al Tar sardegna un nuovo ricorso contro l’ateneo .

In merito poi alla continua necessità di dover ricorrere contro l’Ateneo si porrà all’attenzione del procuratore regionale della Corte dei Conti l’intera vicenda al fine di valutare se, dal reiterarsi di una condotta illeggittima ne possa derivare un danno sia dal punto di vista economico, che d’immagine dell’Università degli Studi di Cagliari.

I fuori corso dovranno mettere nuovamente mano al portafoglio per vedersi riconosciuto un diritto che già la legge riconosce loro e in questo momento di crisi economica, di aumento delle tasse universitarie e di difficoltà occupazionale, soprattutto in una regione depressa come la nostra, non è cosa da poco.

Gli studenti lanciano un appello a chiunque ritenga che si stia commettendo un’ennesima ingiustizia nei loro confronti. Nello specifico l’appello intitolato “AAA cercasi sposor di legalità” è rivolto ad aziende, studi professionali, privati che in qualunque modo vogliano contribuire economicamente all’imminente ricorso che verrà presentato contro l’Ateneo di Cagliari.

Immagine tratta da http://www.sardegnadigitallibrary.it

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