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19 luglio 2012

Palermo e la prima vittoria dei Precari della Scuola!

Sono passati poco più di 2 anni da quando nel settembre 2010  l’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini annunciava : “col nuovo regolamento sulla formazione iniziale il Governo si è posto l’obiettivo di smaltire entro sette anni i circa 220mila precari della scuola che da anni attendono di iniziare ad insegnare.” 

I precari della scuola, invece, da lì a 2 anni non hanno fatto che aumentare di numero,un problema di disoccupazione pesantissimo, che l’ex ministro sembrava voler oscurare“con riferimento alla responsabilità di questo Governo, voglio ricordare che nel 2009 il taglio effettivo è stato di 12mila posti ,quest’anno il taglio è di 25mila posti, di cui 23mila pensionamenti. Stiamo siglando oltre al decreto salva-precari anche accordi con singole regioni. I posti vacanti sono pari a 20mila, dunque per 200mila persone il posto di lavoro non ci sarebbe”.

Davanti a queste dichiarazioni la Cisl rispose: “non ci vorranno 6 o 7 anni ma probabilmente il doppio: l’ultimo precario potrebbe arrivare ad insegnare nel 2022, se non più tardi.”i tempi di attesa per un ingresso stabile nel lavoro dei 230mila docenti abilitati sono nella maggior parte dei casi lunghi o lunghissimi: le stime del Miur ci dicono che nel 2016 resterà ancora un 40% di graduatorie affollate o molto affollate, cioè che richiedono 6 o più anni per svuotarsi”. Vera e cruda verità: si tratta di uno dei fenomeni di disoccupazione storicamente tra i più temuti nel nostro Paese,. Così molti decidono di andare all’Estero ad insegnare , mentre quelli che rimangono sa già cosa li aspetta: anni ed anni di lotta tra le graduatorie.

Oggi, però, uno spiraglio di luce e sana giustizia è arrivato da Palermo: nuovi posti di lavoro per reinserire i precari sono stati disposti con sentenza del Tar di Roma. Davanti al Tribunale amministrativo del Lazio, infatti, erano stati presentati due distinti ricorsi giurisdizionali esperiti dal sindacato Cisl Scuola Palermo, assistito dall’avvocato Salvatore Raimondi, per la tutela di circa un centinaio di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi.

Secondo quanto riportato da Asca on line il Segretario del sindacato, Raffaele Bonanni in una nota avrebbe commentato che si tratta di un’importante vittoria. Se infatti, prima, la disponibilità di posti veniva calcolata sul 25% della pianta organica di tutta la Provincia, ora, invece, verrà calcolata sulla base del 25% della pianta di ogni singolo istituto”. 

Il sindacato fa, inoltre, sapere che intende sostenere il personale anche per l’anno scolastico 2012/13 e dunque invita a recarsi presso la sede di Palermo, in via Liberta’ 175, chiunque fosse interessato a far ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Lazio di Roma al fine di ottenere la rideterminazione dell’organico (per maggiori informazioni è consultabile il sito ufficiale di Cisl Scuola Palermo).

L’accoglimento dei due ricorsi con altrettante sentenze della sez. III/bis del Tar Lazio di Roma (depositate in segreteria in data 12/07/2012), come si legge su Orizzonte Scuola Regioni on line, ha condiviso precedenti varie precedenti sentenze del Tar Sicilia e del Consiglio di giustizia amministrativa, aprendo così – come ha spiegato Francesca Bellia, Segretaria Cisl Scuola Palermo – la possibilità per molti precari di nuovi posti di lavoro nelle scuole grazie alla modifica della pianta organica delle scuole, speriamo di dare una risposta occupazionale ai tanti precari rimasti fuori dopo i tagli nel settore stabiliti dal Governo nazionale (fonte).

Francesca Bellia, eletta all’unanimità il 2 luglio di quest’anno ha dichiarato che continuerà nell’azione del sindacato protagonista delle vertenze più calde come quella che riguarda il settore della formazione professionale e degli organici delle scuole di Palermo, che dopo i tagli stabiliti dal governo nazionale nel 2008, sono stati messi in ginocchio. Proseguirà poi l’azione della Cisl Scuola nel potenziamento dell’interlocuzione con la scuola e il territorio, anche attraverso la valorizzazione delle risorse umane e professionali che operano all’interno del sindacato, e la messa a punto di nuove strategie di comunicazione e condivisione di intenti con le agenzie del territorio.

Questo caso dimostra come in un Paese che parla solo di diritti, fondamentale è riconoscerli e sapere esercitare quelli che già si hanno, così da diventare soggetti dell’azione pubblica. Continueremo a seguire la vicenda!

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